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Coroanvirus e Fase 2, i sindacati incontrano la Regione: “Accordi con imprese sono l’unica strada praticabile”

"Tutti vogliamo andare avanti, ma solo a patto di farlo nella massima tutela della salute"

Liguria. “La strada per la ripresa graduale e ragionata delle attività passa da accordi aziendali tra sindacato e imprese e da misure di sicurezza severe e puntuali finanziate sia dal Governo sia dalla Regione. In questa partita non c’è chi spinge e chi frena. Ce lo siamo detto oggi, sia al tavolo tra sindacati e Regione sia a quello allargato alle associazioni datoriali e alla Camera di Commercio: tutti vogliamo andare avanti, ma solo a patto di farlo nella massima tutela della salute”. Lo dice Luca Maestripieri, segretario generale di Cisl Liguria al termine degli incontri.

“Crediamo sia importante, progettando la cosiddetta ‘fase 2’, che ci siano regole chiare e ineludibili che debbano essere applicate da tutti – prosegue Maestripieri – Il problema di oggi è: come ci arriviamo alla fase 2? Non si dovrà lasciare nulla al caso. Bisogna organizzare con anticipo ogni passo, pensare anche a rinforzare i potenziali punti di debolezza di tutte le aziende a partire da quelle più piccole e non farci trovare impreparati come ci siamo fatti cogliere dall’emergenza sanitaria. Vanno regolati tutti gli aspetti anche minimi del lavoro. Penso, ad esempio, ai piccoli cantieri edili negli appartamenti i cui dipendenti una volta scendevano al bar, che nella fase 2 troveranno chiuso, per andare ai servizi o per mangiare un panino a pranzo, ma anche negli spostamenti. Non è possibile pensare, ad esempio, a un servizio di trasporto pubblico molto ridotto come è adesso e a bus stracolmi. Bisognerà prevedere personale che agevoli la salita ed eviti l’affollamento. Non è pensabile riprendere le attività lasciando al caso qualsivoglia aspetto della sicurezza. Serve una pianificazione che va fatta ora per non arrivare in ritardo all’appuntamento che ancora non sappiamo quando sarà”.

“Il ruolo della Regione – dice ancora Maestripieri – dovrà essere quello di traguardare misure in grado di rilanciare i cantieri, i trasporti, il turismo, l’industria, il commercio e ogni altro settore attraverso un confronto efficace con noi, sfruttando con intelligenza i fondi Ue e quelli statali in aggiunta a risorse proprie, per far ripartire la macchina Liguria. Bene il tavolo tecnico se sarà una forgia in grado di produrre idee e strumenti per affrontare le nuove fasi, a patto che non diventi assemblearismo oceanico e universale. Si dica, poi, chi finanzierà questa sicurezza che per essere realmente praticata avrà un costo, e ci venga anche detto quali risorse umane, economiche e finanziarie si è disposti a impegnare. La pietra miliare resta sempre il protocollo nazionale tra Governo, parti sociali e associazioni datoriali che ci offre strumenti importanti da attuare azienda per azienda. Durante e dopo questa crisi gli accordi tra sindacato e realtà produttive dovranno pesare molto più di prima. Se ne vogliamo uscire tutti insieme serve un rinnovato patto tra mondo del lavoro e mondo delle imprese che diventi il vero punto di forza per la ripresa”.

Mario Ghini, segretario generale di Uil Liguria: “Un primo passo ma occorrono risorse ingenti oltre alle proposte di Toti. Accogliamo positivamente la proposta del presidente Toti sull’avvio dei tavoli settoriali con il coinvolgimento del mondo accademico e scientifico per condividere e definire strumenti utili e necessari ad avviare la fase due. Bene per la Uil utilizzare sia i fondi per la formazione che le risorse per le politiche attive ma occorrono sforzi maggiori per la ripresa e sopratutto per la crescita. Auspichiamo che questo possa essere un primo passo verso una ripresa che non può non essere supportata economicamente da politiche nazionali né da politiche regionali”.

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