Bagarre

Consiglio degli Avvocati, il commissario nomina segretario uno dei legali dichiarati decaduti: il Tar annulla la nomina

Alcuni legali: "L’opera di ricostruzione dell’avvocatura savonese sarà impresa ardua se continuano ad essere adottati atti illegittimi"

toga avvocato

Provincia. “L’opera di ricostruzione dell’avvocatura savonese sarà impresa ardua se continuano ad essere adottati atti illegittimi e se una parte di essa non si arrende all’evidenza e non prende atto che è giunta l’ora di ritornare all’applicazione ed al rispetto delle norme di legge”. Lo affermano gli avvocati del Foro di Savona che hanno scritto alla redazione di IVG.it per segnalare “il peculiare sviluppo che le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati del gennaio 2019 ha avuto proprio venerdì scorso”.

La vicenda è nota e viene ricordata dagli stessi autori della lettera: “Il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza numero 8 del 2020 ha annullato la proclamazione degli eletti nelle persone dell’avvocato Fabio Cardone, presidente, e di Alessandro Aschero, Mario Randacio, Mario Spotorno e Daniela Giaccardi, in quanto, in virtù delle norme di legge, non potevano essere né candidati né eletti, avendo già espletato il massimo dei mandati consecutivi”.

Il 10 febbraio 2020 si è riunito il Consiglio per lo scorrimento della graduatoria e consentire ai primi dei non eletti di subentrare nei seggi vacanti “ma quel giorno, i sei componenti restanti dell’Ordine, per evitare tale scorrimento, hanno reso in blocco le dimissioni, con il risultato di provocare, in un momento molto delicato in cui da alcuni giorni era stata già dichiarata l’emergenza Covid-19, lo scioglimento del Consiglio stesso”.

A questo punto “su indicazione del Consiglio Nazionale Forense, il ministero della giustizia ha nominato, come commissario straordinario l’avvocato Giancarlo Salomone di Albenga. Il legale appena nominato, in considerazione della propria età anagrafica (77 anni) e della circostanza di abitare lontano dal capoluogo, ha nominato, come segretario dell’Ordine, la collega Giaccardi (già destituita con la sentenza del CNF) per essere da questa sostituito ed aiutato nelle incombenze dell’ufficio. La nomina di tale avvocato, a fronte del numero dei componenti dell’albo, formato da 786 professionisti, appariva a dir poco singolare, oltre che contraria ai principi nel frattempo affermati dalle varie sentenze della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale, ed infine dalla giurisdizione stessa dell’avvocatura, oltre che da tutte le Corti di merito che si sono dovuti occupare delle insolite vicende”.

Alcuni avvocati hanno quindi scritto al commissario straordinario chiedendo che venisse revocata la nomina: “Non ricevendo alcun cenno di riscontro, hanno depositato un’istanza di similare tenore al Tar della Liguria. Il Tar ha sospeso inaudita altera parte la detta nomina in data 27 marzo e venerdì 17 aprile ha emesso la sentenza con cui annulla la nomina del predetto legale quale segretario del commissario straordinario. In particolare i giudici amministrativi hanno stabilito che l’avvocato Salomone ha violato l’articolo 97 della Costituzione e dunque il principio di imparzialità dell’azione amministrativa nominando un legale già dichiarato decaduto dalla carica di consigliere dell’Ordine di Savona con la sentenza numero 8/2020 del Consiglio Nazionale Forense”.

“Il Tar richiamando principi ineludibili e citando più volte la stessa sentenza della Corte Costituzionale afferma che:

il divieto del terzo mandato favorisce il fisiologico ricambio all’interno dell’organo, immettendo “forze fresche” nel meccanismo rappresentativo (nella prospettiva di assicurare l’ampliamento e la maggiore fluidità dell’elettorato passivo), e – per altro verso – blocca l’emersione di forme di cristallizzazione della rappresentanza e ciò in linea con il principio del buon andamento della amministrazione, anche nelle sue declinazioni di imparzialità e trasparenza, riferito agli ordini forensi, e a tutela altresì di valori di autorevolezza di una professione oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore, in ragione della sua diretta inerenza all’amministrazione della giustizia e al diritto di difesa. Valori, questi, riconducibili, dunque, agli artt. 3, 24, 51 e 97 Cost., che la disposizione censurata tutela in termini di ragionevolezza e proporzionalità

Se non si può pretendere che il commissario straordinario, nel designare il segretario, persegua l’obiettivo di “assicurare l’ampliamento e maggiore fluidità dell’elettorato passivo”, dato che non si tratta di un incarico elettivo, egli deve comunque operare la scelta in modo scongiurare “forme di cristallizzazione della rappresentanza”, come necessario per assicurare il buon andamento dell’attività amministrativa dell’Ordine, anche nelle sue declinazioni d’imparzialità e trasparenza.

I legali savonesi si chiedono “per quali ragioni in un momento di crisi emergenziale sanitaria ed economica l’avvocatura si ritrova priva del proprio Ordine, e certamente non si può fra credere ai colleghi, ai clienti, alle altre categorie di professionisti ed alla generalità delle persone che le dimissioni in blocco e quindi lo scioglimento dell’organo circondariale possano essere state causate dal ricorso proposto contro l’elezione illegittima di alcuni componenti. Molti sono gli interrogativi che i legali savonesi devono porsi e l’opera di ricostruzione dell’avvocatura savonese sarà impresa ardua se continuano ad essere adottati atti illegittimi e una parte di essa non si arrende all’evidenza e non prende atto che è giunta l’ora di ritornare all’applicazione ed al rispetto delle norme di legge. Al di là dell’emergenza sanitaria i problemi sociali restano e le risposte alle legittime esigenze dei cittadini devono essere concrete ed attuali”.

Circa la sentenza del Tar, ecco il parere di alcuni dei ricorrenti: l’avvocato Giovanni Sanna e l’avvocato Lucrezia Novaro. “Cosa né sarà della giustizia, dell’avvocatura e persino della nazione dopo che l’emergenza sarà finita, se ora non siamo in grado di percepire la necessità di cambiare passo? – si domanda Giovanni Sanna, con un sorriso – Insieme alle colleghe Carla Giuliani e Lucrezia Novaro, abbiamo ritenuto di ricorrere contro l’elezione illegittima solamente al fine di riaffermare il valore del rispetto delle norme di legge, ed il fatto che ogni passaggio giurisdizionale del nostro ricorso abbia avuto un esito positivo, dovrebbe essere molto significativo per la nostra categoria. L’applicazione delle norme di legge, per chi svolge la professione di avvocato, dovrebbe essere lo scopo unico ed essenziale della faticosa attività anche di interpretazione corretta ed in buona fede delle norme.”

“In questo momento – afferma l’avvocato Lucrezia Novaro – mi preoccupa vedere la nostra categoria in balia degli eventi, non coesa, in difficoltà economica, logistica e professionale. Quando un anno fa mi sono candidata alle elezioni avevo la volontà di dare un mio apporto personale, non certo per una sorta di prestigio o ambizione ma perché intendo questo ruolo come un servizio per il bene comune”.

“Sono moltissimi i problemi di cui oggi sarebbe necessario occuparsi, molti endemici e noti, come le difficoltà economiche dei più giovani, la crisi economica dei clienti che ha provocato la diminuzione del lavoro, la scarsa dimestichezza con i sistemi informatici, la rotazione degli incarichi giudiziari, il rispetto della figura del difensore, la difficoltà nel predisporre una formazione continua ed adeguata, altri nuovi ed emersi di recente proprio a causa dell’emergenza Covid, come ridisegnare il ruolo dell’avvocato nel sistema giudiziario, ricercare gli strumenti migliori per lo svolgimento del processo penale, civile, amministrativo e tributario. Una vera sfida col tempo e col le tecnologie più avanzate, nel rispetto dell’elemento umano”.

Prosegue Sanna:“Valuti l’avvocato Salomone se non sia il caso di rassegnare le proprie dimissioni avendo egli violato il principio della imparzialità o per non essere nelle condizioni di proseguire il suo incarico, che, peraltro, non ha dato alcun esito, visto che l’avvocatura sta semplicemente subendo i provvedimenti degli uffici giudiziari, ai quali oggi non si può accedere né si possono notificare, di fatto, gli atti. Quest’ulteriore sentenza della magistratura che interviene a sanzionare un comportamento non legittimo, mi auguro dia un concreto segnale e che si possa davvero voltare pagina, ricostruire una leale collaborazione tra gli avvocati per perseguire gli obiettivi propri della nostra professione”.

“In quest’ultimo anno e mezzo abbiamo dovuto sostenere costi notevoli, dedicando molta attenzione e molto tempo allo studio degli atti e delle carte, e l’abbiamo fatto nella convinzione che l’avvocatura meriti questo tipo di sacrificio personale, senza alcun interesse personale, per poter guardare al futuro con serenità, e solo per poter affermare la cura dei principi ed il rispetto della legge. Speriamo tutti che ne sia valsa la pena.”

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