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Confagricoltura: varate le procedure per la certificazione delle perdite del comparto florovivaistico

Sampietro: "Primo concreto passo da parte della Regione, dopo il riconoscimento dello stato di calamità, per avere un quadro certo dei fondi necessari"

Savona. Nella mattinata di oggi la Regione Liguria, con decreto del dirigente dell’Ispettorato Agricolo, ha emanato il “modello E” necessario a tutti i floricoltori liguri per determinare le perdite di fatturato ad oggi maturate a seguito della gravissima crisi generata dal Covid-19.

“Si tratta – precisa Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria – di un passaggio molto importante, dopo il riconoscimento nei giorni scorsi, da parte della Regione, dello stato di calamità, utile ad avere una mappatura del danno, in termini di fatturato perso, che sarà la base per ottenere un ristoro che il Governo ha in qualche modo ‘promesso’ da tempo”.

Il modello di segnalazione, assolutamente semplificato, prevede la semplice identificazione, al di là dei dati anagrafici aziendali, del fatturato che ogni singola impresa ha avuto nel primo e nel secondo trimestre degli ultimi tre anni, come elemento per identificare in maniera ponderata la perdita patita.

“Siamo molto soddisfatti – prosegue il direttore ligure di Confagricoltura – della semplificazione del modello, già ‘noto’ per le segnalazioni ‘abituali’ di danni subiti dall’agricoltura a causa di calamità naturali. Confagricoltura si era proposta alla Regione nelle settimane scorse, proponendo il modello già adottato da Regione Lombardia, suggerendo alcune semplificazioni ulteriori che gli uffici regionali hanno ben tenuto in considerazione”.

“La compilazione di tale modello, corredato da fotografie e dai richiamati dati aziendali, dovrà essere presentata entro il 3 giugno alla Regione. I nostri uffici – prosegue Andrea Sampietro – sono già attivi da stamane nel supportare i floricoltori nella rapida compilazione delle istanze”.

Confagricoltura Liguria ribadisce, nella sua nota, che permane da ragionare, specie nella Piana di Albenga, sulle modalità organizzative dell’invenduto da smaltire ma “comunque – prosegue il direttore regionale – altro passaggio importante di questi giorni, compiuto dall’assessore Mai, è stato quello di deliberare che tali ‘scarti’ non siano considerati rifiuto, con ovvii vantaggi procedurali ed economici”.

“La speranza – conclude Andrea Sampietro – è duplice, specie in questo momento di difficoltà enorme per tutto il comparto, ovvero che il Governo centrale davvero stanzi i fondi per un piano straordinario di ‘salvataggio’ e sviluppo del florovivaismo ‘made in Italy’, e che la stagione, specie quella delle piante in vaso, possa riprendersi il più in fretta possibile. In tal senso qualche timido e piccolo segnale, che ci deve incoraggiare, arriva dai maggiori ‘carichi’ che in queste giornate si stanno facendo, anche grazie ad alcune aperture in Paesi del Nord e alla possibilità, ottenuta da Confagricoltura, di veder aperti anche qui da noi garden e punti vendita di fiori e piante, nonché la possibilità di lavoro per giardinieri e manutentori del verde”.

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