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Cassa in deroga, Maestripieri (Cisl Liguria): “Riparto nazionale mutilato di 17 mln di euro”

"Siamo preoccupati per il sostentamento dei lavoratori, ma anche per le aziende che rischiano di dover tagliare l'occupazione"

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Regione. “La notizia che il nuovo riparto nazionale sia sceso da quasi 82 a 65 milioni di euro e che quindi non permetterà di soddisfare tutte le richieste di cassa integrazione in deroga già presentate né, tantomeno, quelle che stanno ancora arrivando, ci fa temere per l’occupazione e l’economia della nostra Regione. Siamo preoccupati per il sostentamento dei lavoratori, ma anche per le aziende che rischiano di dover tagliare l’occupazione prima della ripresa dell’attività”. Lo dice Luca Maestripieri, segretario generale Ligure della Cisl.

“Dei fondi annunciati inizialmente – prosegue Maestripieri -, 4 milioni erano già stati trattenuti dal Ministero. Ora, secondo quanto ha comunicato il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo alla Regione, ne saranno sottratti alla Liguria altri 13. Gran parte della cifra ad oggi concessa è già impegnata per le domande al momento presentate. Lo sforzo del sindacato è massimo per soddisfare tutte le richieste che ogni giorno arrivano a ritmo di centinaia al giorno, il che lascia intravedere un aumento ancora consistente delle domande. Capiamo che ci sono regioni focolaio che hanno bisogno di misure più consistenti di quelle già approvate ed è giusto che abbiano una cifra maggiore, ma non che questa vada sottratta ad un territorio martoriato come il nostro, messo già a dura prova dal crollo del ponte. Il Governo si era impegnato a trovare le risorse per coprire una situazione drammatica per le imprese del nostro territorio, ora deve reperirle e metterle a disposizione come si era impegnato a fare”.

“Genova e la Liguria sono in grave difficoltà per una serie di eventi pregressi che l’Esecutivo non può ignorare – conclude il segretario generale Cisl Liguria -. Tagliare ora i fondi per la cassa integrazione in deroga significherebbe lasciar morire un gran numero di aziende e, con esse, centinaia di posti di lavoro. Un colpo che la Liguria non potrebbe sopportare”.

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