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“Assenza di spacciatori”, “cane viziato” e “bonsai”: le (non) comprovate esigenze costate sanzioni nel savonese

Intensificazione dei controlli nel weekend di Pasqua: ecco le giustificazioni più strane e gli episodi particolari

Provincia. Dall’”assenza di spacciatori” sul proprio territorio comunale al “cane viziato, che la fa solo dove vuole”, fino ai “bonsai, che necessitano di acqua e cure nonostante i divieti”.

Sono queste alcune delle giustificazioni più disparate fornite da alcuni cittadini savonesi nell’ambito dei controlli svolti dalla forze dell’ordine durante il ponte pasquale per l’emergenza Coronavirus. Ma che, ovviamente, non sono bastati ad evitare salate sanzioni. 

Proprio ieri, suo malgrado, un cittadino di fuori Regione è divenuto “famoso” a livello nazionale per la pubblicazione (forse involontaria, ma di certo azzardata) di un video contenente dati sensibili e personali e, pertanto, abbiamo preferito evitare di citare i luoghi specifici del savonese dove sono avvenuti i fatti descritti.

Ma sono state davvero tantissime le assurde motivazioni, “celate”, di certo non troppo bene, dietro l’ormai nota dicitura “comprovate esigenze di necessità” fornite dai cittadini della nostra provincia. 

Si parte da chi è stato fermato fuori dal proprio Comune di residenza e si è giustificato affermando che “sul proprio territorio ci fosse carenza di spacciatori”, ma anche da chi, nel tragitto tra un Comune all’altro, all’alt delle forze dell’ordine, ha garantito di “essere stato autorizzato dal proprio sindaco a fare quel viaggio” (che non aveva però alcuna motivazione). Ma non solo. 

C’è anche chi è stato pizzicato, in un Comune diverso dal proprio, insieme al proprio cane (ben 12 chilometri di distanza) e che ha “scaricato la colpa” sull’amico a 4 zampe perché “cosa ne posso io se i bisogni li fa solo qui?”. E ancora chi si è spostato a Pasqua verso la propria seconda casa in collina, seppur all’interno dello stesso Comune, “per andare a bagnare e accudire i bonsai”. 

Mentre un ragazzo è stato fermato alla guida della sua auto perché “a casa ho la connessione internet lenta, allora vado nello studio dei miei genitori” (in un altro Comune), un altro è stato fermato mentre ritornava “dopo aver fatto la spesa fuori dal proprio territorio di residenza” (e in macchina aveva solo una lampadina). 

Tantissimi, poi, i giovani (per i quali non sono mancati selfie in zone off limits) e gli anziani “pizzicati” in giro, in particolare sui lungomare (tanti dei quali interdetti al pubblico e quindi passibili di doppia sanzione, dpcm più ordinanza) e che si sono giustificati con il classico: “C’è bel tempo e siamo stufi di restare chiusi in casa”.  

Come il caso di un ragazzo, che, “beccato” in spiaggia mentre prendeva il sole con una bottiglia alla mano, ha scritto a verbale che “voleva solo bere una birra di fronte al mare, senza fare del male a nessuno”. 

Nel savonese, dura è stata anche la stretta sulle seconde case, con controlli specifici: un uomo residente in Piemonte, ad esempio, è stato immortalato e individuato grazie al sistema di lettura targhe, mentre girava tranquillamente in auto in un Comune del Ponente: convocato in comando, non ha potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità e anche per lui è scattata la sanzione. 

E nella nostra Provincia sono state numerose anche le sanzioni per il non rispetto (dove è in vigore) dell’ordinanza che obbliga all’utilizzo della mascherina e/o dei guanti all’interno di luoghi pubblici chiusi o di attività commerciali. 

Solo nella giornata di Pasquetta, come si evince anche da Ansa, a livello nazionale “sono state ben 16.545 le persone sanzionate per aver violato i divieti di spostamento, 88 per aver fornito false dichiarazioni e 29 per violazione della quarantena”.

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