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Appalti, sindacati all’attacco: “Per Toti un liberi tutti, per noi serve legalità”

Fanno ancora discutere le parole del presidente della Regione Liguria

Liguria. “Non è passato neppure un anno dalla manifestazione davanti a Montecitorio contro lo sblocca cantieri voluto del precedente Governo. In quella occasione la Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali e le principali associazioni ambientaliste e antimafia, tra cui Acli, Arci, Legambiente, Libera avevano coniato l’hashtag #nogiunglanegliappalti”.

Lo ricorda la Cgil ligure dopo le polemiche sulle esternazioni di Toti sulla futura gestione degli appalti post emergenza coronavirus.

“Il provvedimento conteneva la pratica del massimo ribasso, riduceva la possibilità di controllo dei cantieri, dava alla stazione appaltante completa libertà di azione. In questi giorni il Presidente Giovanni Toti, probabilmente anche per depistare l’attenzione dalla gestione sanitaria con cui la sua Giunta governa l’emergenza, ritorna sul tema intervenendo a gamba tesa sulla regolamentazione del settore”.

“Secondo Toti, la condizione per fare ripartire il Paese è la completa liberalizzazione degli appalti pubblici, il superamento delle gare di assegnazione e la nomina dell’ennesimo commissario/sceriffo che decide a chi assegnare l’opera. In un settore come l’edilizia dove muoiono 3 lavoratori al giorno per mancanza di regole, la pensata del Governatore è agghiacciante” aggiunge la Cgil.

“E non solo: i dati ci consegnano una realtà drammatica nella quale, anche in Liguria, la criminalità organizzata conquista posizioni. Infine, stupisce il silenzio delle imprese che supinamente accettano che le assegnazioni vengano fatte senza gara, e quindi senza alcuna regola, non comprendendo come questo contesto penalizzi quelle serie che pagano le tasse e che garantiscono la sicurezza sul lavoro ai propri dipendenti”.

“Cgil, Acli, Arci, Legambiente, Libera vigileranno sul sistema degli appalti pubblici e non permetteranno agli alibi del Presidente, crisi economica ed emergenza sanitaria, di trasformare gli appalti pubblici in un Far West” conclude il sindacato.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Uil: “A distanza di un anno dalla grandiosa manifestazione davanti a Montecitorio contro lo sbloccacantieri, per la Uil della Liguria è ancora valido l’ hastagh: #nogiunglanegliappalti. Insieme alle altre sigle sindacali, Arci, Acli, Avviso Pubblico, Legambiente, Libera e associazioni ambientaliste avevamo condiviso la necessità di vigilare su legalità, sicurezza e congruità degli appalti. Il provvedimento voluto dal precedente Governo, conteneva il massimo ribasso, riduceva i controlli nei cantieri e consegnava alla stazione appaltante libertà di azione”.

“Per noi non era accettabile e non lo è ad oggi. Di recente, infatti, il Governatore della Liguria, Giovanni Toti, forse anche per sviare l’attenzione dalla gestione sanitaria dell’emergenza piuttosto fallimentare, è ritornato sul tema in maniera sconsiderata: Toti è apertamente per la deregolamentazione del settore. Secondo il presidente, infatti, per fare ripartire il Paese bisogna liberalizzare gli appalti pubblici, con il superamento delle gare di assegnazione e la nomina di commissario/sceriffo che possa decidere a chi assegnare o meno le opere”.

“Certo, in questo momento in cui le energie sono concentrate nella lotta contro il virus, si sentiva proprio la mancanza di un ‘liberi tutti’ sul territorio ligure infettato, più che altro, dalle note infiltrazioni mafiose. In un settore come l’edilizia dove muoiono almeno tre lavoratori al giorno, la mancanza di lucidità di Toti ci lascia sgomenti”. ​

“Rimaniamo stupiti anche dal silenzio delle imprese che accettano senza colpo ferire le assegnazioni senza gara e senza regole. Eppure la bella sparata di Toti penalizza proprio quelle imprese che pagano le tasse, applicano i contratti e tutte le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro ai propri dipendenti”.

“La Uil della Liguria continuerà a vigilare sul sistema degli appalti pubblici e non permetterà agli alibi del Presidente, alla crisi economica e all’emergenza sanitaria, di trasformare gli appalti pubblici in una festa dell’illegalità” conclude la Uil.

E per la Cisl: “Da mesi è aperto con Regione Liguria il confronto per definire un protocollo sugli appalti per disciplinare in modo certo le condizioni del lavoro attraverso regole chiare, evitando ricadute negative sull’occupazione”.

“Il confronto, interrotto per il Covid19, aveva già maturato importanti elementi di condivisione. Ci auguriamo che il confronto prosegua, al di là delle recenti dichiarazioni del presidente Giovanni Toti. Lui sa perfettamente che non sono le regole che fermano il lavoro in Italia, bensì la burocrazia e i veti della politica”.

“A giugno 2019, con l’uscita del Decreto Sblocca Cantieri – prosegue il sindacato – era chiaro l’intento del Governo di snellire procedure e accelerare i tempi di esecuzione dei lavori negli appalti. Come Cisl, pur condividendo l’obiettivo, avevamo espresso forte contrarietà sul metodo che ancora oggi riteniamo profondamente sbagliato perché non produrrà quanto viene dichiarato”.

“Al contrario, abrogare il quadro normativo preesistente rende incerto ed indebolisce gli aspetti che riguardano la trasparenza, la legalità, il contrasto alla corruzione, la penetrazione delle mafie, colpendo i lavoratori e la stessa imprenditoria sana del Paese che si troverà a competere in una situazione di grave difficoltà determinata da massimo ribasso, concorrenza sleale, subappalto selvaggio, disapplicazione dei ccnl, peggioramento inevitabile della sicurezza sul lavoro”, conclude il sindacato.

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