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Lettere al direttore

Angelo Vaccarezza ricorda Giorgio Guastamacchia

di Angelo Vaccarezza

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Buongiorno Amici.
Una buona notizia per iniziare questa Domenica di festa.
Da Giovedì verranno distribuite le mascherine, che Regione Liguria è riuscita a procurarsi autonomamente, in tutti i comuni della Liguria.
Un passo in più, un giorno in meno.
Ogni giorno, dall’inizio di questa emergenza ringrazio tutto il personale sanitario, quegli “angeli in corsia” che con indosso mascherina, camice e guanti, combattono senza sosta per aiutare i più fragili.

Il mio pensiero di oggi però, è dedicato alla persona ritratta nell’immagine che vedete, e a tutte le persone come Lui.
Il suo nome é Giorgio Guastamacchia, aveva 51 anni, una moglie, due figli.
Era un sostituto commissario, un servitore dello Stato.
Svolgeva Il Suo Incarico come addetto al servizio di scorta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
ERA.
SVOLGEVA.
Giorgio ieri se ne é andato: ha contratto il Coronavirus, e ha perso la sua battaglia.
È “andato avanti” facendo il suo mestiere: proteggendo le istituzioni e lo Stato per cui aveva giurato.
Giorgio era uno di quelli che non appariva mai.
Mai una foto, mai un’immagine, mai un gesto fuori dalle righe.
Il suo lavoro era fatto così: se non ti si vede, significa che lo stai facendo bene.
Cosa si può dire davanti ad una tragedia del genere?
Cosa si può dire di un padre di famiglia che saluta i suoi cari il 18 di Marzo per non rivederli mai più?
Che davvero chi presta giuramento nei confronti del nostro Paese è una persona di una generosità infinita, mette a disposizione la sua vita, per la nostra sicurezza.

A tutte le migliaia di Giorgio, a tutti gli uomini e le donne che hanno preso questa coraggiosa scelta, che in questi mesi difficili prestano servizio sulle strade, nelle caserme, per garantire rispetto delle regole e legalità, va il mio più commosso ringraziamento.
Siete davvero persone speciali, siete orgoglio e coraggio della nostra Patria.
Se n’è andato un servitore dello Stato.
Una persona perbene.
L’ho salutato sulla porta di casa la sera del primo ricovero e da allora non l’ho più visto […] Sono vicina in questo momento a tutti quelli che hanno perso i propri cari. Non li vedi più, non puoi neanche accarezzare una bara […] Giorgio sapeva che era una cosa seria ma era rimasto sereno, non ci voleva spaventare […] La mattina dopo mi ha mandato una foto del tè che gli avevano portato e il messaggio ‘oggi colazione a letto’. Questo per far capire che persona era mio marito”.
(Emanuela Bianchi Guastamacchia)

Angelo Vaccarezza

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