Sanità, la Cisl Fp: "La sicurezza di tutto il personale deve essere garantita" - IVG.it
Coronavirus

Sanità, la Cisl Fp: “La sicurezza di tutto il personale deve essere garantita”

L'organizzazione sindacale illustra tutte le problematiche legate all'emergenza

Terapia Intensiva ospedale San Paolo savona coronavirus

Savona. Periodo particolarmente impegnativo per i lavoratori impiegati nel settore della sanità; a fare il punto sulla situazione è Giovanni Oliveri, responsabile territoriale sanità della Cisl Fp.

Di seguito, le sue parole. “Si conclude una settimana davvero difficile per tutti i nostri colleghi che sono in prima linea e che ogni giorno danno il massimo dell’impegno per fronteggiare l’epidemia. Purtroppo abbiamo dovuto subire la grave perdita del collega da poco in pensione, Gianni Lacirignola dell’Ufficio Tecnico, che all ASL 2 ha dedicato tanto tempo e tante energie. Ci uniamo al dolore di tutti quelli che lo hanno conosciuto e stimato come collega e come amico e siamo vicini alla sua famiglia ed invitiamo a contribuire alla raccolta fondi in sua memoria finalizzata all’acquisto di materiale sanitario promossa dai suoi colleghi di ufficio”.

“Come siamo vicini a quei colleghi che stanno lottando perché colpiti sul campo: coraggio siamo tutti con voi! È difficile anche per noi stare su tutti i pezzi vista la velocità in cui passano sulla testa di tutti, decisioni che fino a ieri sembravano impensabili. Dopo che lunedì avevamo avuto l’incontro in ASL 2, tre giorni dopo abbiamo appreso dai giornali della chiusura dell’Ospedale di Cairo, con i colleghi che in fretta e furia sono stati ricollocati per dare una mano sul fronte dell’emergenza! Ma è sicuro che non appena – speriamo presto – tutto tornerà alla normalità saremo in prima linea al fianco dei lavoratori nel richiederne l’immediata riapertura! Nonostante la volontà di tenerlo pulito anche il Santa Corona attiva il reparto (chirurgia protesica) di zona gialla. In tutte le strutture chiediamo di fare la massima attenzione all’incrociarsi dei percorsi sporco/pulito. E proprio per questo, per le condizioni di isolamento che avrebbe garantito, abbiamo sostenuto alla proposta – considerata dalla direzione impercorribile per i tempi di adeguamento della struttura – di un reparto Covid all’ex Mios”.

“Perché è ormai chiaro a tutti che se le misure dello ‘stare tutti a casa’ (che noi vorremmo ancora più restrittive, visto che c’è ancora troppa gente in giro!) funzionano, occorre contenere soprattutto il rischio di diffusione nell’ambito delle strutture ospedaliere e sanitarie e da qui verso l’esterno. E sotto questo aspetto le le misure di contrasto più efficaci sono proprio quelle che garantiscono la protezione del personale con gli adeguati Dpi e la sorveglianza sanitaria! Tutto il sindacato a tutti i livelli ormai, ha denunciato la carenza dei dispositivi individuali di protezione! Eppure nei servizi sanitari come in tutte le regioni italiane gli approvvigionamenti continuano ad essere insufficienti rispetto ai bisogni di protezione che aumentano con l’incremento dei pazienti sospetti e positivi da curare”.

“Da ieri la direzione ASL 2 ha cominciato a distribuire la fornitura di cui ne avevamo preannunciato l’arrivo, ma occorre dare subito continuità, per questo abbiamo chiesto di fare in modo di consegnare al più presto ai servizi anche un ulteriore carico pervenuto al centro regionale di raccolta del San Martino. Da subito siamo intervenuti per fare chiarezza sull’ordine di ritiro delle FFP 2 finalizzato ad un eventuale loro riutilizzo diramato dalla direzione. Le mascherine non saranno riconsegnate agli interessati ma rimarranno in deposito in attesa dell’esito degli studi scientifici che i ricercatori stanno conducendo sul processo di sterilizzazione di questi Dpi. Ma nel frattempo gli stessi lavoratori sono costretti ad ingegnarsi cercando di proteggersi con quello che hanno, usando più volte le stesse mascherine o ricorrendo al posto dei camici adeguati, ad indossare qualsiasi tipo di materiale che possa risultare impermeabile!”.

“Anche sui tamponi come abbiamo scritto al dottor Cavagnaro serve un cambio di passo: non è più accettabile che vi sia ancora del personale a cui non viene somministrato il tampone, pur essendo venuto a contatto diretto con un caso positivo. Visto che ci sono ancora comportamenti difformi si applichi in tutti i casi analoghi questa procedura, mettendo da parte quanto diversamente previsto nell’istruzione ASL 2 numero 1177! Anche perché da quanto apprendiamo dai canali di informazione non ci pare proprio che quando si tratta di persone ‘illustri’ per somministrare il tampone si faccia differenza tra asintomatici e non! In questo momento se ci sono delle persone importanti in questo Paese che più di ogni altre devono essere oggetto di attenzione e protezione sono proprio i professionisti ed operatori sanitari a cui ancora una volta va tutto il nostro supporto e ringraziamento”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.