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Personale “decimato” dal Coronavirus e presunti ingressi non consentiti. Il sindaco blinda l’Rsa “Stella Maris”

Demichelis: “Forze dell’ordine a presidiare gli accessi. Se non ci sarà chiarezza, entrerò in struttura personalmente”

Andora. “Solo” 3 casi di contagio accertati ad Andora e di tutte le quarantene preventive a casa emanate dal sindaco ne sono rimaste ancora 6 in vigore, mentre tutte le altre si sono concluse o sono state revocate in seguito ad esito negativo dei tamponi. Eppure, sul territorio andorese cresce una specifica paura, alimentata da voci sempre più insistenti. 

Il timore della comunità riguarda la residenza “Stella Maris” di via Marchesi Maglione attorno alla quale, attraverso le testimonianze di cittadini e operatori della struttura stessa si è creato un vero e proprio alone di mistero. E che oggi, in assenza di riscontri sicuri e ufficiali, il sindaco Mauro Demichelis ha deciso di “bilndare” con controlli quotidiani di fronte ai vari punti di accesso. 

“Nella struttura, con tantissimi ospiti andoresi, si sono verificati contagi ed un decesso da Coronavirus. Il personale operatore socio-sanitario è stato decimato dal contagio ed anch’esso messo in quarantena. Sono rimaste sole 3/4 suore e 4/5 OSS a supporto di oltre 50 ospiti”, è solo una delle tante segnalazioni in merito pervenute non solo a IVG, ma anche all’ufficio del primo cittadino di Andora. 

Premesso che, almeno per il momento, una parte delle voci e delle accuse risulta priva di fondamento, Demichelis ha mosso passi concreti e ufficiali per capire la reale situazione della struttura e ha inviato una nota con richiesta di spiegazioni. 

Questa la risposta pervenuta al sindaco di Andora dall’Rsa “Stella Maris”: “La struttura adotta le misure a tutela dei degenti e degli operatori previste per legge. Gli accessi alla struttura non sono consentiti agli esterni dal 24 febbraio 2020. I parenti portano solo gli effetti personali dei loro cari e li lasciano all’ingresso della portineria”. 

“La struttura è in carenza di personale. Stiamo cercando di far fronte ad una emergenza sanitaria dettata anche ad una quarantena imposta ad una parte del personale attraverso la somministrazione di lavoro interinale”, hanno concluso. 

Spiegazioni che non sono bastate al sindaco di Andora, sulla cui scrivania, solo negli ultimi giorni, sono piovute numerose segnalazioni che parlano di “ingressi non consentiti”: in sostanza, stando agli accusatori, “la residenza continuerebbe a consentire gli ingressi dei parenti degli ospiti nonostante i divieti imposti per legge”. 

“In tanti, – ha spiegato lo stesso Demichelis, – mi hanno segnalato che i parenti in realtà continuano ad entrare e uscire dalla struttura. Non abbiamo prove al momento ma, se confermato, sarebbe gravissimo. Invito intanto la struttura a risolvere le carenze di personale e mettere in atto ogni procedura finalizzata a tutelare la salute pubblica dei cittadini”. 

“Ma non solo. Quello che posso fare in questo momento è appellarmi alle autorità competenti per le verifiche del caso e posso assicurare che sarà rigoroso il controllo davanti alla struttura per verificare che entrino ed escano davvero solo le persone autorizzate”. 

“E se la situazione non risulterà trasparente, sarò pronto a verificare quanto accade. Se servirà, anche entrando personalmente all’interno della struttura”, ha concluso il sindaco. 

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