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Millesimo, affondo del vice sindaco sulle scelte del Governo: “Ma quali aiuti ai Comuni!”

"Si tratta di soldi già destinati agli enti locali. Non bisogna illudere chi é in difficoltà"

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Millesimo. “Con l’ordinanza 658, il Governo scarica sui Comuni, compreso il nostro, tutto il peso del disagio sociale e una responsabilità enorme. Quella di fronteggiare i cittadini impauriti che sono stati indotti a credere che i comuni siano stati coperti d’oro. Non è cosi”.

Il vice sindaco di Millesimo Francesco Garofano illustra le sue perplessità sulle manovre decise dal Governo in favore degli italiani maggiormente colpiti dalla crisi economica e sociale conseguente alla pandemia. “Aver mescolato, dal punto vista comunicativo, una misura ordinaria come l’anticipo del FSC con i 400 milioni per il bisogno alimentare è stata una scelta che rischia di mettere in difficoltà gli amministratori locali e gli uffici – prosegue Garofano – Queste due misure sono ben distinte e diverse tra loro. Infatti la liquidazione del FSC è una mera anticipazione. Sicuramente utile ma che riguarda soldi già in bilancio. Non sono quindi soldi nuovi, ma si tratta degli ordinari trasferimenti che annualmente lo Stato fa in favore dei Comuni e che sono già destinati ed impegnati per gli stipendi, le utenze ed altre spese correnti. Ciò significa che questo trasferimento, anche senza l’emergenza Covid-19, sarebbe comunque avvenuto, facendo appunto parte dell’ordinaria amministrazione”.

E prosegue: “I 400 milioni destinati invece all’emergenza alimentare comporteranno un lavoro molto gravoso ai comuni per distribuire qualche decina di euro a qualche famiglia. Parliamo di 400 milioni da dividere tra i cinque milioni di poveri presenti negli oltre otto mila comuni italiani, più i tantissimi italiani che in questa emergenza non dispongono di garanzie e ammortizzatori sociali: partite Iva, autonomi, lavoratori a chiamata, tutti quelli che vivono con le entrate del mese. Inoltre, bisogna tenere conto che con i comuni quasi praticamente chiusi e con le attività ridotte all’osso o in lavoro agile, la gestione di queste pratiche sarà difficoltosa”.

“Nel caso del nostro comune il contributo sarà di circa 18 mila euro e non sara semplice valutare correttamente i beneficiari del contributo, anche a fronte della vasta platea di potenziali bisognosi esposti agli effetti economici devastanti che derivano dall’emergenza epidemiologica – spiega ancora il vice sindaco con delega al bilancio – Dico questo perché anche noi corriamo il rischio, nei prossimi giorni di essere presi d’assalto dai cittadini che, erroneamente, saranno convinti che il Governo ci abbia ricoperto di soldi. Non c’è nessuna pioggia di soldi per il comune. Al massimo, con questo contributo, che andrà correttamente gestito, potrà esserci un piccolo sostegno per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali delle famiglie in difficoltà. A giocare con le parole e con la comunicazione si illude chi vive il disagio e si mette in grande difficoltà chi lavora sul territorio, ovvero noi amministratori locali, sempre in prima linea, anche in questa emergenza”.

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