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La vita ai tempi del Coronavirus, Ezio: “Come si perde la normalità”

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L’Italia chiude, si abbassano le saracinesche, tutto diventa ovattato e silenzioso ma questa non è una guerra, come qualcuno dice in giro, per fortuna.
Non ancora almeno. In guerra, e parlo a nome di chi l’ha vissuta, si partiva e purtroppo si moriva a migliaia. E’ anche vero che neanche in tempo di guerra si arrivò allo stop totale degli esercizi commerciali e degli uffici non essenziali.
Allora bisogna dire che l’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e altri, che nel frattempo potrebbero arrivare, è una premonizione che matura nell’isolamento delle nostre pareti domestiche, nel nostro essere quotidiano.

Un pensiero viene alla mente in forma immediata ed è la fine graduale della nostra età del benessere, se cosi si può chiamare, in cui le nostre certezze vengono a mancare e ci si ritrova improvvisamente isolati e avvolti in una zona misteriosa senza tempo.
Oggi deve venire con forza fuori il senso di comunità e dobbiamo cominciare a immaginare il futuro che ci aspetta.
Parlare di normalità oggi, tra due settimane, tra due mesi o chissà quando è una bugia colossale ma tutti noi siamo chiamati a riflettere sull’inevitabile cambiamento che si produrrà nelle nostre vite.

Oggi essere in Zona Rossa o Zona Protetta ci fa capire che siamo tutti sulla stessa barca ed è un bene che ci sia stata l’uniformità dei provvedimenti e l’osservanza di stessi comportamenti.
Un’emergenza di questa natura rischia, come è normale, di accompagnarci alla paranoia collettiva ma questo non deve accadere in nessuno di noi.
Queste situazioni ci devono fare dimenticare, speriamo per sempre, l’egoismo e l’individualismo e tornare ad essere razionali.
Dobbiamo essere pazienti, rispettare le regole e dire a tutti “IO RESTO A CASA-RESTIAMO TUTTI A CASA-”.

Impariamo a fare cose che nella normalità non facciamo o solo in modo molto fugace ma riflettiamo su una cosa che a mio parere oggi è la più importante : come potremmo affrontare questa emergenza ormai diventata planetaria se nel nostro paese non avessimo questo sistema sanitario che, nonostante alcune criticità, dimostra di essere uno dei più efficienti al mondo.
Pensiamo a questo e supportiamo i nostri medici, i nostri infermieri e tutto l’apparato sanitario che in queste ore sta facendo sforzi immensi e che non dobbiamo smettere di ringraziare abbastanza.

Quando tutto sarà finito torneremo ad affrontare tutte le nostre problematiche, nazionali e locali, ma certamente con uno spirito e un’ottica diversa perchè questa emergenza ci avrà cambiato tutti nel nostro modo di essere e di pensare.
Siamo un grande paese che ha affrontato momenti drammatici, riusciremo a superare anche questo.
Ancora una considerazione per chiudere : molti si chiedono cosa succederà con lo sport, in particolare il calcio. Andranno avanti i campionati, si completerà la stagione, nel mondo dilettantistico che ripercussioni ci saranno.

Io sono Dirigente, nell’ambito della nostra Associazione, della squadra di calcio “U.S. Letimbro 1945” ed esprimo chiaramente una posizione personale.
Il nostro campionato di Prima Categoria, vista la grave emergenza che stiamo vivendo a livello ormai planetario, si deve chiudere qui e rimandare il tutto alla prossima stagione come da alcune Regioni viene invocato, vedi il Piemonte.
Pensiamo prima alla salute di tutti noi e dei nostri ragazzi e facciamolo diventare un punto di ripartenza per il futuro.

Ezio Alpino – Presidente Associazione “U.S. Letimbro A.S.D.”-Savona Santuario

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