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Grande distribuzione chiusa alla domenica pomeriggio, sindacati: “Primo passo, ma serve rispetto orari e sicurezza sanitaria” foto

Dopo le aperture della Regione ecco la presa di posizione delle organizzazioni sindacali

“La Uiltucs della Liguria apprende che il presidente Toti e l’assessore Benveduti hanno previsto, anche grazie alle nostre richieste, la chiusura domenicale e pomeridiana delle attività commerciali legate all’alimentare. Bene, questa è una prima risposta ma occorre fare di più assicurando alle lavoratrici e ai lavoratori il rispetto dell’orario previsto dal contratto nazionale del commercio, ovvero 40 ore settimanali e non di più, con gli stacchi e i giorni di riposo come dettato dagli accordi e normative di legge”.

“Purtroppo oggi, al tempo del coronavirus, assistiamo a qualcosa che non ha precedenti – spiega Serri, segretario generale Uiltucs Liguria – Alcuni addetti hanno denunciato il superamento delle loro ore settimanaleli che, in alcuni casi, hanno sfiorato le 60 e anche le 70 ore. Cose da pazzi. Con l’emergenza in atto, quindi con l’Italia ferma a casa, almeno per quanto riguarda le attività non essenziali, questo non ha quasi più senso. Nel commercio alimentare, allo stato attuale, non esistono più i giorni della settimana tradizionali. Ovvero, un giorno e uguale all’altro, quindi vanno rispettati in primis stacchi e riposi. Fermarsi la domenica pomeriggio rappresenta un pannicello caldo in questo contesto”.

“Anzi, in alcuni casi fermarsi la domenica pomeriggio può portare, come stiamo vedendo in queste ore, agli assalti dei supermercati per gli approvvigionamenti e, quindi, alla creazione dei tanto famigerati assembramenti – spiega Serri – Accumulare ore su ore dal lunedì al sabato è inumano, soprattutto per la platea femminile di questo comparto”.

“Chiediamo, quindi, alle imprese di rispettare il contratto sotto il profilo dell’orario, salvo specifiche richieste da parte dei lavoratori. La Uiltucs della Liguria invita istituzioni e parti datoriali a continuare a vigilare per il rispetto delle regole. Il sindacato su questo è in prima linea e non farà sconti. Occorre battere ancora su sicurezza e sanificazione degli ambienti – conclude Serri – Ricordiamo che negli ambienti appena descritti non ci sono solo i lavoratori che devono essere muniti di dispositivi di prevenzione individuale, ma anche la clientela, che più aumenta e si intensifica più genera stress in lavoratrici e lavoratori già sottopressione. La Uiltucs della Liguria invita, quindi, le istituzioni a garantire, in primis, il rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro e le regole dettate dal governo nei giorni scorsi”.

“In questa fase di emergenza sanitaria, la decisione di andare verso la chiusura pomeridiana domenicale della grande distribuzione, se sarà confermata, può rappresentare un primo segnale che va nella giusta direzione, conseguito grazie alle nostre pressanti richieste alla Regione – aggiunge la Fisascat Cisl -. Ora pero bisogna continuare ancora più forte su questa strada per garantire una maggiore tutela. Dobbiamo essere tutti uniti per garantire le lavoratrici e i lavoratori in questo sforzo encomiabile assicurando la loro salute e quella dei consumatori” spiega Silvia Avanzino, segretario generale Fisascat Cisl Liguria.

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