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Fisac Cgil scrive ai prefetti: “Tutelare la salute di dipendenti e clienti del settore bancario”

Il sindacato: "Non vengano ignorate tutte le misure necessarie"

Savona. Nella giornata di ieri le segreterie provinciali della Fisac Cgil della Liguria hanno scritto ai prefetti.

“Le lavoratrici e i lavoratori delle aziende di credito, delle assicurazioni e delle agenzie di assicurazione sono chiamati, quotidianamente, ad assolvere al prezioso compito di fornire assistenza e supporto all’economia nazionale e ad essere d’aiuto alla cittadinanza” spiegano i portavoce del sindacato.

“Il ‘Protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro’ del 14 marzo 2020, i successivi protocolli condivisi con le associazioni datoriali di settore, il protocollo firmato ieri con Abi che prevede che l’operatività negli sportelli bancari venga svolta previo appuntamento – sottolineano -, rappresentano lo scudo di protezione per tutte quelle persone del settore assicurativo e finanziario che non possono svolgere la loro attività lavorativa da casa e pertanto maggiormente esposte al rischio di contagio, rivelatosi particolarmente elevato per chi svolge attività con il pubblico”.

Da qui l’intervento del sindacato verso le Prefetture per “chiedere un diretto ed incisivo intervento nei confronti delle aziende di credito e assicurative, con particolare attenzione alle agenzie in appalto assicurativo, affinché non ignorino tutte le misure necessarie a garantire la salute dei dipendenti e degli utenti. Fisac Cgil chiede che, le aziende che non siano in grado di garantire il rispetto della normativa legislativa prevista per l’emergenza Covid-19, sospendano immediatamente la loro attività”.

“Tale attività di controllo – concludono – si rende ancor più necessaria in previsione del servizio di pagamento di pensioni e stipendi del mese di marzo che vedrà impegnati gli sportelli bancari nelle date di pagamento tradizionalmente previste. Servizio per il quale le banche non hanno ancora segnalato nessuna procedura di gradualità di accesso agli sportelli come fatto dalle Poste Italiane e che potrebbe determinare anche problemi di ordine pubblico”.

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