Orari e rischi

Costa Luminosa, la rabbia di Silp Cgil: “Una bomba biologica devastante, poliziotti a rischio” fotogallery

Sotto accusa i turni massacranti a cui sono stati sottoposti gli agenti della Polizia di Frontiera per le operazioni di sbarco

sbarco costa luminosa

Savona. “Personale allo sbaraglio e allo stremo delle forze sulle cui spalle è appesa la vita di una città e di un Paese. E’ incredibile che una questione che riguarda l’Italia venga gestita in questo modo”. E’ l’inizio di un comunicato stampa “di fuoco” diramato da Luigi Sanguinetti, segretario provinciale di Silp Cgil, relativo alla situazione della Costa Luminosa. Nel mirino le operazioni di sbarco, in corso da sabato mattina, di tutti i passeggeri rimasti e ora (la decisione è stata annunciata ieri) anche della maggior parte dei membri dell’equipaggio (a bordo per la quarantena rimarranno soltanto un centinaio di persone).

“La Polizia di Frontiera è letteralmente devastata dalle ore impiegate e dai rischi che deve affrontare – scrive Sanguinetti – insieme alle altre unità impiegate, per gestire in sicurezza una bomba biologica che, ora dopo ora, rischia di devastare un’intera Regione. Inaccettabile che il personale della Polizia di Frontiera venga impiegato in queste condizioni e senza una precisa organizzazione. Pochi operatori, sempre gli stessi ed anche per oltre dodici ore di lavoro giornaliere, che per di più lavorano al di fuori dei criteri dell’alternanza previsti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Infatti da sabato mattina sono su per giù sempre gli stessi”.

“Si conosceva la situazione – denuncia la Silp Cgil – c’è stato il tempo per organizzarsi e la salute è per tutti uguale. Non si può accettare però che i poliziotti preservino la loro salute dopo oltre dieci/dodici ore di lavoro continue. Questo, intendiamo, lo diciamo con rispetto verso i tanti, sanitari in primis, che stanno lavorando da settimane per salvare il Paese. Quello che non accettiamo è che qua la situazione era nota, da tempo, e quindi non la si può affrontare senza pensare di programmare turni adeguati. Senza pensare che il personale abbia diritto di riposare, senza pensare che il personale debba provvedere a sostituire i DPI (dispositivi di protezione individuale, ndr), senza pensare che la stanchezza abbassa anche le difese immunitarie e che il lavoro che dovevano affrontare comportava altissimi rischi per la loro salute”.

“Tutto questo è inaccettabile – conclude – soprattutto per rispetto di chi, in queste settimane, sta affrontando emergenze vere, imprevedibili, e compie miracoli”.

Le operazioni di sbarco e “smistamento” dei passeggeri e del personale marittimo proseguiranno fino a stasera. Si tratta di circa 800 persone, 50 dei quali si trovano in isolamento secondo quanto segnalato dall’Usmaf, la sanità marittima. In isolamento a bordo anche 30 passeggeri.

Come spiegato questa sera dal presidente della Regione, Giovanni Toti, nel corso della consueta conferenza stampa sull’emergenza coronavirus, lo “svuotamento” della nave è stato reso possibile da “una gigantesca opera di ponte verso le nazioni e le regioni di origine degli ospiti della nave”. Ciò si è reso necessario per evitare che “pazienti malati andassero ad affaticare il sistema sanitario di Liguria, che avrebbe rischiato di ‘andare sott’acqua’ nel caso avesse dovuto occuparsi di altri pazienti non preventivati. Oggi, grazie a questa operazione, possiamo dire con orgoglio di essere riusciti a garantire a tutti le migliori possibilità di cura”.

L’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone ha ribadito: “Intorno a Costa Luminosa abbiamo messo in atto una operazione di protezione civile complicata, ma che sta dando frutti in modo significativo. E’ stato difficile gestire persone di decine di nazionalità diverse, molte in età avanzata e con sintomi di malattia”. Ma il lavoro prosegue ed entro questa sera dovrebbero rimanere a bordo solo un centinaio di addetti, tutti asintomatici.

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