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Coronavirus, Vaccarezza (Cambiamo): “Basta parole, ora fatti”. E propone: “Iva al 4% sui generi di larga necessità”

A proporlo è il consigliere regionale loanese

Liguria. “Quante più di parole si adopera in distendere una legge, tanto più scura essa può divenire’ la citazione è di Ludovico Antonio Muratori storico italiano, vissuto fra il 1672 e il 1750, le cui teorie, visto il decreto anti Covid19 partorito dal nostro Governo, sono più attuali che mai. Non mi stancherò mai di ripetere che per arrivare alla fine di questa emergenza tutti devono fare la loro parte e lo dirò fino all’ultimo giorno.  Questo vale soprattutto per i signori che stanno a Roma, che hanno prodotto un decreto di misure di contrasto al Covid19 più lungo dell’antico testamento. Quello che a Roma non viene percepito fino in fondo è che l’Italia ha bisogno di reattività e immediatezza”. A parlare è il consigliere regionale ligure del gruppo “Cambiamo!” Angelo Vaccarezza, che è voluto intervenire sulla complicata questione del lavoro in questo momento di emergenza.

“In questo momento all’Italia e agli Italiani serve un documento – prosegue Vaccarezza -che contenga alcune caratteristiche fondamentali. Deve essere: semplice nella stesura, contenere misure sanitarie immediate e veramente realizzabili. Deve essere un documento che contiene aiuti economici concreti. Delle parole stampate non sappiamo che farne. Poche semplici cose, ma vere: Risorse immediate per il sistema sanitario per garantire al settore sicurezza nell’operato, velocita’ nell’impegno di spesa per il reperimento di tutto quanto necessario per traguardare l’emergenza. Cancellazione dell’acconto delle imposte del mese di Novembre: il rinvio dei termini di pagamento di due giorni, per chi è fortunato un mese, è prendere in giro gli Italiani”.

Senza dimenticare l’Iva, come ricorda Vaccarezza: “Taglio dell’Iva su tutti i generi di larga necessità, specie il settore sanitario e igienico dal ventidue al quattro per cento. La cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori. L’emergenza è anche tenere in vita le piccole e medie aziende che sono la stragrande maggioranza e rappresentano una fetta importante del nostro tessuto economico, non possiamo e non dobbiamo permetterne la chiusura, Ora più che mai, lo stato deve esserci e deve intervenire, fino ad ora abbiamo ascoltato tante parole… dove sono i fatti, dove le azioni serie a sostegno dell’economia?”.

“Un provvedimento con il quale vengono erogati 600 euro una tantum… mi viene in mente solo un termine, inadeguato alle esigenze delle varie categorie interessate, oltre al fatto che per ottenerli l’iter previsto è una gimcana complicatissima.  Ad oggi commmercianti, artigiani e professionisti non sono ancora in grado di richiedere l’indennità in quanto la circolare Inps non è stata ancora emessa, però si richiede loro di munirsi del pin dispositivo. Sarebbe stato sufficiente autorizzare i commercialisti o equiparati ad utilizzare il cassetto previdenziale in loro possesso, per rendere più agevole questo passaggio”.

“Non vogliamo un provvedimento composto da 123mila parole, infarcito di richiami ad altre leggi, non serve a nessuno e non produrrà effetti utili. Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo per combattere questo momento con gli strumenti adatti. Se ci mandano alla guerra con l’armatura di cartone, non avremo alcuna speranza di vittoria”, ha concluso.

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