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Coronavirus, Toti: “Settimana decisiva per il calo dei contagi, dopo Pasqua pensare a ritorno alla normalità”

Il governatore ligure: "Non mollare: più saremo capaci di rispettare le regole, prima potremo cominciare a pensare al dopo"

Liguria. “Questa è una settimana importante, direi decisiva, per fare in modo che il contagio cali. I numeri in questo senso ci danno qualche conforto, anche se ovviamente cambiano di giorno in giorno, da situazione a situazione. Presto in Liguria supereremo i mille tamponi al giorno e stanno partendo anche i test sierologici”. Così il presidente della Regione Liguria sull’emergenza coronavirus e la situazione sanitaria nel territorio ligure.

“È ovvio che più esami facciamo, più siamo capaci di individuare i soggetti a rischio, più il numero dei contagi che ogni giorno vi diamo cresce. Non è quello il numero da seguire. Le curve che quotidianamente utilizziamo per programmare la disponibilità di sale di rianimazione e di letti di media intensità di cura ci confermano un cauto ottimismo”.

“Oggi è il momento di non mollare: più saremo capaci di rispettare le regole, prima potremo cominciare a pensare al dopo. Di sicuro non potremo stare chiusi in casa per sempre: i soldi che il Governo sta mettendo sono un pannicello caldo e perfino tutti quelli che l’Europa (se volesse, cosa assolutamente non scontata) potrebbe mettere in campo non basterebbero mai per assicurare il benessere al nostro Paese”.

E ancora: “In Liguria abbiamo deciso di non chiudere alcuni cantieri strategici per il territorio, ad esempio quelli che serviranno a salvare in futuro il nostro territorio da alluvioni e nuovi lutti. E quelli come il ponte per Genova, indispensabili per la nostra economia. Ora, mentre lottiamo per spegnere i focolai del virus, bisogna cominciare a pensare al dopo. Difficilmente la situazione cambierà prima di Pasqua, ma subito dopo occorre immaginare un ritorno alla normalità”.

“Per l’industria, il porto ma anche per tutto l’immenso terziario che dà da mangiare, in Regioni come la nostra, a tante tante persone: penso ai negozi, ai bar, ai ristoranti, agli alberghi e molto altro. Dovremo farlo con regole nuove di sicurezza che ci porteremo dietro per molto tempo, dovremo farlo escludendo le zone più colpite, dovremo farlo magari ragionando a fasce d’età, in modo da proteggere i più vulnerabili. Ma proprio perché dobbiamo difendere i più deboli, le fasce d’età e le aree più colpite, è indispensabile che chi è meno a rischio si prenda l’impegno di lavorare anche per chi non può. Questo vuol dire essere una comunità, questo vuol dire affrontare il futuro, questo vuol dire dimostrare di sapersi risollevare con le proprie forze” conclude il governatore ligure.

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