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Coronavirus, Toti ribadisce: “State a casa, non portate un nemico mortale a casa di parenti o amici”

L'appello del governatore dopo la crescita esponenziale di contagiati e morti

Genova. Mentre si impenna il numero di contagiati e anche quello dei morti (da ieri a oggi sono cresciuti di 8 unità arrivando a 19), il governatore Giovanni Toti, che già questa mattina era intervenuto dopo la diffusione delle foto di troppe persone in giro a Sestri Ponente, ribadisce in maniera pesante il concetto nell’ambito della conferenza stampa serale sull’emergenza Coronavirus in Liguria, tenuta come di consueto insieme alla vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale e all’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.

”Non voglio vedere nel fine settimana che si apre domani persone che non si parlano addosso, che ciondolano sulle spiagge o nei carruggi dove fra l’altro i negozi sono chiusi. Voglio vedere le strade vuote e le persone a un metro di distanza”. E ancora l’appello è rivolto alle famiglie: “Non andate a trovare i parenti se non sono bisognosi e malati perché potreste portare un nemico mortale a casa loro”.

È evidentemente preoccupato Toti, perché il virus si sta diffondendo. Potrebbe essere l’arrivo del famoso picco che lui spera che tra una settimana cominci a calare: “Se ci comporteremo tutti in modo responsabile il prossimo fine settimana potrò venire qui a dirvi che l’inclinazione cambia. E speriamo sia così perché il nostro sistema sanitario sta funzionando e stiamo predisponendo tutti gli ampliamenti necessari in termini di posti letto ma dobbiamo in termini di operatori e medici farci bastare quel che abbiamo”.

“Come ci aspettavamo, i numeri del contagio sono ancora in crescita. Attualmente i casi positivi in Liguria sono 326, 65 in più rispetto a ieri. La buona notizia è che è tornata a casa la bimba ricoverata ieri al Gaslini e concluderà al domicilio il periodo di isolamento fiduciario obbligatorio con i suoi genitori. L’età media delle persone ricoverate in Terapia intensiva è di 67,8 anni, il più giovane ha 46 anni, il più anziano 90 anni ma il 90% dei pazienti è over50, solo il 7% ha meno di 50 anni”.

Ecco l‘appello integrale del presidente ligure affinchè le persone rimangano a casa durante il week end: “Abbiamo bisogno di vedere le strade vuote, le persone devono uscire solo per motivi di necessità e rimanere a distanza, senza parlarsi addosso, senza ciondolare sulle spiagge o per le vie delle città. Abbiamo bisogno che restiate a casa, la Liguria deve essere deserta. Dovete aiutarci. Anche il comportamento apparentemente più innocuo piò diventare una bomba di contagio. Se la prossima settimana il virus mollerà la sua presa, avremo pagato un tributo doloroso ma che non si poteva evitare e se la curva del contagio inizierà a calare vorrà dire che stiamo vincendo la battaglia. Se invece il numero dei contagi crescerà ancora dovremo rincorrere la malattia che farà più danni di quanti siamo in grado di parare”.

“Per ora il sistema tiene e la nostra sanità sta volando per aumentare i posti letto, soprattutto in terapia intensiva che è il vero collo di bottiglia e la prossima settimana scatterà la terza fase del piano predisposto da Alisa. Dobbiamo tutti fare in modo che quello che stiamo mettendo in campo sia sufficiente. Oggi è così, grazie allo straordinario lavoro di tutta la nostra sanità e di ognuno dei nostri professionisti che stanno lavorando con grandissima abnegazione”.

In relazione ai dispositivi di protezione DPI, il presidente ha aggiunto: “Anche oggi la Liguria e le altre Regioni hanno rinnovato il proprio grido di dolore al governo. Qui, grazie alla generosità di alcuni privati e alle nostre capacità logistiche, stiamo cercando di sopperire alle carenze acquistando i materiali sul mercato. È chiaro che vengono distribuiti secondo criteri di totale imparzialità, con estremo rigore, dando la prorità a chi è in prima linea maggiormente esposto al rischio di contagio”.

Circa il decreto che il governo dovrebbe varare domani sulle misure di sostegno all’economia per 25 miliardi di euro, il presidente Toti ha affermato: “Le Regioni hanno chiesto un confronto prima dell’approvazione perché molti sono i temi sul tavolo. Le priorità devono essere il blocco dei pagamenti per le imprese, che devono usare la liquidità per pagare lavoratori e fornitori, la cassa integrazione per tutti i settori in cui ce n’è bisogno e ampie deroghe per la sanità per poter aumentare rapidamente le nostre prestazioni”.

Il presidente ha riferito di aver incontrato oggi i rappresentanti di Confindustria e dei sindacati ai quali “ho chiesto uno sforzo di buona volontà e ragionevolezza. Occorre che le aziende e gli esercizi commerciali ancora aperti siano molto seri e rigorosi nell’adozione di tutte le misure di prevenzione e igiene indispensabili per evitare rischi per la salute dei lavoratori, che non devono domani trasformarsi in malati con un duplice danno, sia per il sistema produttivo che per il sistema sanitario. Allo stesso modo ho chiesto ai sindacati di essere al nostro fianco per non far mancare i lavoratori di cui il paese ha bisogno in questo momento di emergenza per andare avanti”.

Circa la carenza dei dispositivi DPI la vicepresidente Viale ha aggiunto: “Sono fondamentali non solo per garantire la continuità delle cure ma anche sotto il profilo psicologico per chi opera in prima linea. Con gli ordini professionali della sanità della Liguria siamo uniti nel grido di dolore nei confronti del governo, perché non deve esserci alcun rallentamento nelle consegne”.

L’assessore ha quindi rivolto un ringraziamento alle Pubbliche assistenze “che sono impegnate in prima linea e hanno anche loro bisogno dei DPI”. In merito ai pazienti oncologici, la vicepresidente Viale ha spiegato che “le cure e le attività oncologiche devono proseguire e su questo c’è la massima attenzione, seguendo le indicazioni del ministero che ha individuato diverse tipologie di pazienti tra chi sta effettuando le terapie, chi le ha terminate e chi deve iniziarle. Su questo l’attenzione è massima”.

In merito all’attività in corso da parte della Protezione civile, l’assessore Giampedrone ha spiegato che “prosegue il lavoro per individuare e attrezzare strutture che saranno destinate a chi deve effettuare la quarantena con adeguate condizioni di isolamento e a chi viene dimesso dall’ospedale in ‘dimissione protetta’, prima del rientro al proprio domicilio. A questo proposito, sono pronti i 15 appartamenti nell’ex ospedale Falcomatà della Spezia, messo a disposizione dal Comune e domani inizieranno i trasferimenti di 4 pazienti dall’Ospedale Policlinico San Martino e speriamo anche di un paziente del Sant’Andrea, se le sue condizioni lo consentiranno. Da lunedì avremo la totale disponibilità della struttura di Viale Cembrano a Genova con 51 posti letto. Entro la fine della prossima settimana, inoltre, speriamo di poter utilizzare sia il primo modulo da 25 posti sulla nave già ormeggiata a Genova, per la quale stiamo lavorando all’allestimento, sia la Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte, per cui oggi è arrivato l’ultimo via libera da parte del ministero competente e che sarà oggetto di alcuni interventi di adeguamento nei prossimi giorni”.

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