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Coronavirus, Toti: “In arrivo l’onda di piena, gli effetti delle chiusure li vedremo dopo”

Il governatore: "L'epidemia ci sta mettendo a dura prova, ma non ci preoccupa la situazione degli ospedali"

Regione. “Nessuno si aspetti che le chiusure portino un effetto immediato sui numeri. Gli effetti si verificheranno martedì, mercoledì della prossima settimana. Solo allora sapremo se saremo riusciti a contenere l’epidemia. È come un’onda di piena, adesso ci aspettiamo che l’acqua salga“. È l’analisi del presidente ligure Giovanni Toti nel corso del quotidiano aggiornamento sull’emergenza coronavirus nel primo giorno di chiusura estesa delle attività commerciali decisa ieri sera dal premier Giuseppe Conte.

Continua progressivamente a crescere il numero di persone positive al covid-19 in Liguria, dove si registra anche il primo caso di ricovero al Gaslini relativo ad una neonata di 11 mesi, in buone condizioni.

Un’epidemia, dice Toti, “che in Liguria ci sta mettendo a dura prova ma che non sta ancora producendo effetti che ci preoccupino dal punto di vista dell’offerta ospedaliera. I numeri ci dicono che la curva epidemiologica disegnata dalla nostra task force viene sostanzialmente rispettata. Abbiamo casi seri nelle terapie intensive ma abbiamo anche guarigioni. Va avanti intanto il nostro dispiegamento di forze per aumentare le capacità del nostro sistema sanitario, in modo progressivo secondo il Piano che abbiamo stabilito. Ci aspettiamo un picco importante nei prossimi giorni di contagi, di pazienti e purtroppo anche di ricoveri in terapia intensiva. Quelli che vedremo sono contagi avvenuti prima dei decreti, quando non c’erano restrizioni”.

“Oggi abbiamo avuto una lunga riunione con i rappresentanti del governo – ha proseguito il presidente della Regione – e nelle prossime ore anche il trasporto pubblico locale verrà ridotto in modo tale da garantire sempre la distanza di sicurezza tra i passeggeri, tenuto conto che ci si deve spostare solo per le ragioni stringenti previste nel decreto”.

Il governatore ha quindi ringraziato tutto il personale del comparto sanitario, degli uffici pubblici e delle aziende impegnati sul posto di lavoro “affinché la nostra regione possa continuare a funzionare, dando le risposte necessarie che i cittadini attendono. Ovviamente – ha aggiunto Toti – tutte le aziende e gli devono adeguarsi alle norme di igiene e garantendo la distanza di sicurezza, che costituisce la difesa più efficace. La paura e lo spavento sono comprensibili ma non devono eccedere i rischi reali: occorre essere rigorosi su ciò che serve, evitando passaparola inutili e dannosi che creano allarmi ingiustificati. Ci sono doveri da rispettare e questo si può fare in sicurezza, senza alimentare paure che non esistono o evocare fantasmi di cui non abbiamo bisogno”.

Per quanto riguarda i dispositivi DPI, “anche oggi abbiamo ribadito il nostro grido di dolore al governo e alla Protezione civile nazionale. Detto questo, al primo carico arrivato nella notte ne seguirà un altro stasera e un’ulteriore carico è previsto domani. Per le consegne partiremo da chi è più esposto, in prima linea, e poi cercheremo di fornirle a tutti coloro che ne hanno bisogno”.

L’assessore Viale ha poi spiegato che “oggi abbiamo incontrato i Sindaci dei capoluoghi, che ringrazio per il ruolo svolto nel rapporto diretto con i cittadini; mi sono confrontata con i sindacati dei medici ospedalieri ed a breve incontrerò anche i rappresentanti del comparto sanità. Anche l’incontro con gli enti autorizzati e accreditati è stato importante pe rafforzare l’impegno di tutti affinché non prevalga il senso di abbandono. Domani Alisa approverà una delibera importante che prevederà, tra l’altro, la prosecuzione del percorso ‘meglio a casa’ per i pazienti non covid-19 e l’implementazione del progetto sull’invecchiamento attivo con i custodi sociali che possono costituire un supporto importante per i nostri anziani”.

Per quanto riguarda gli studi odontoiatrici “sono assolutamente aperti – ha affermato l’assessore Viale – ma sono certamente soggetti alle regole sul rispetto delle norme igienico sanitarie e di sicurezza, con la necessità di limitarsi agli interventi urgenti e non procrastinabili”. L’assessore ha ribadito “l’alleanza con gli ordini professionali dei medici e odontoiatri e le professioni sanitarie che ringrazio perché sono un punto di forza del nostro sistema. Così come a causa dell’emergenza, la rete ospedaliera che conoscevamo è diventata un unico ospedale, anche per il personale mi sento di dire che stiamo lavorando come un corpo unico con l’unico obiettivo comune di curare le persone”.

L’assessore Giampedrone ha annunciato che “stiamo rimandando a casa il ‘paziente 1’ spezzino, con il percorso delle ‘dimissioni protette’ per concludere la quarantena prima del rientro al domicilio. Inoltre i nostri volontari stanno caricando i mobili per i 15 appartamenti nell’ex ospedale Falcomatà, che sarà utilizzato sempre per le quarantene e le deospedalizzazioni protette. Da sabato mattina sarà nella nostra piena disponibilità anche la struttura di Viale Cembrano a Genova, con ulteriori 51 posti per le stesse finalità mentre stiamo aspettando a brevissimo le ultime autorizzazioni governative per utilizzare la Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo con i suoi 50 posti. Tutto questo, al netto uso nave che stiamo verificando da giorni e su cui sono in corso tutti gli approfondimenti tecnici necessari. Per quanto riguarda le mascherine, abbiamo deciso che, una volta soddisfatte tutte le esigenze del comparto sanitario, l’eccedenza sarà nella disponibilità della Protezione civile per la distribuzione territoriale a chi ne abbia bisogno”.

Al momento in ospedale sono ricoverati 137 pazienti, di cui 38 in terapia intensiva. Nei prossimi giorni saranno disponibili 100 posti letto aggiuntivi in terapia intensiva, cifre che al momento consentono al sistema sanitario ligure di reggere senza problemi.

Nel fine settimana “si prevedono corpose dimissioni dagli ospedali”, precisa ancora Toti. Per le convalescenze dei pazienti sono disponibili residenze protette in una Rsa di Sturla (la stessa che ha ospitato i marittimi della Gnv) ma nei prossimi giorni potrebbe arrivare in porto il traghetto che potrà fungere da nave-ospedale. “Potrà aggiungersi se ci saranno tutti i timbri e i bolli necessari”, aggiunge il governatore spiegando che sono in corso verifiche tecniche per capire se l’imbarcazione può essere attrezzata per ospitare persone in quarantena.

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