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Santa Corona, infermieri e pazienti: “Perché non si riattiva l’ex Mios? Chiuso da anni ma attrezzato per il coronavirus” foto

Ne aveva parlato anche il sindaco De Vincenzi, ora con l'emergenza sanitaria potrebbe essere una soluzione

Pietra Ligure. “Quel padiglione può accogliere in sicurezza pazienti e personale sanitario. Anche se è chiuso sa molti anni è praticamente pronto per essere utilizzato. Perchè non viene aperto?”. E’ questa la domanda che si pongono alcuni degli operatori sanitari del Santa Corona ogni qualvolta si ritrovano a passare davanti al cosiddetto “padiglione azzurro”, cioè l’ex Mios, padiglione ristrutturato e poi dismesso davanti a Villa Frascaroli.

Nell’attuale situazione di emergenza sanitaria ogni spazio disponibile potrebbe risultare utile, in particolare per una struttura che era stata oggetto di un accurato restyling nel 1996 e che poi era stato dimesso. Il padiglione era nato come reparto destinato ai pazienti con malattie infettive e anche se ora la Asl 2 Savonese ha destinato all’ospedale di Albenga l’emergenza Covid-19, gli spazi sanitari e ospedalieri nuovi e pronti potrebbero risultare di massima utilità per il ricovero di pazienti, diminuendo così il rischio del collasso del sistema sanitario savonese impegnato in un enorme sforzo di riorganizzazione e riassetto.

“Visto che la palazzina è pronta all’uso, in questo momento di particolare emergenza non sarebbe opportuno riattivarlo?”, questa la domanda pervenuta alla nostra redazione tramite diverse segnalazioni.

Gli stessi operatori sanitari del nosocomio pietrese ricordano: “Quella struttura ha accolto per anni pazienti affetti da malattie infettive. Dispone di ben 32 posti letto. E’ chiuso una decina di anni fa ma con pochi semplici lavori potrebbe essere pronto per l’uso. I sanitari e gli impianti (a parte quello di condizionamento) sono tutti a posto, mancano solo i letti per i pazienti”.

La riattivazione dell’ex Mios sarebbe una “manna” per il servizio sanitario provinciale e regionale, messo a dura prova dall’emergenza coronavirus. Anche e soprattutto per le sue dotazioni, studiate apposta per “contenere” questo genere di minacce: “Le stanze hanno un sistema di areazione a ‘pressione negativa’, che non permette la dispersione all’esterno dell’area interna alle stanze. Ciò significa che ogni qualvolta un infermiere o un medico entrano in una stanza, l’aria ‘infetta’ non può fuoriuscire. Inoltre ha una serie di ‘zone filtro’ nelle quali gli infermieri ed i medici possono cambiarsi. Sul nostro territorio non esistono molti reparti simili”.

Da qui la perplessità e i dubbi: “Perché non viene riaperto?” si domandano gli operatori. Che ora sono pronti a dare vita ad una vera e propria battaglia: “Come operatori chiediamo che questa struttura utilissima venga rimessa in funzione quanto prima. Abbiamo già discusso della questione con i nostri rappresentanti sindacali, i quali ci hanno comunicato che si tratta di uno step a cui si arriverà nell’immediato futuro. Ma bisogna fare in fretta: il ‘padiglione azzurro’ può essere ripristinato entro 48 ore. Siamo pronti a cercare noi stessi sponsor che siano disposti a finanziare gli eventuali lavori necessari”.

padiglione azzurro santa corona ex mios

Sul tema era intervenuto di recente anche il sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi appena scoppiata la situazione emergenziale, anche perchè non si tratta di costruire o riassettare ex novo, ma solo di trasferire e rimodulare lo spazio a disposizione: “Valuteremo, anche perché la situazione è in continua evoluzione e bisogna capire giorno dopo giorno le reali esigenze per assistere malati e pazienti. La situazione non è semplice così come la gestione dell’emergenza sanitaria”.

“Il padiglione potrebbe essere una delle diverse ipotesi in campo, ma sono decisioni che dovranno essere prese anche a livello regionale e sulla base delle necessità del territorio provinciale” afferma la Asl 2 savonese.

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