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Lettere al direttore

Coronavirus, l’oggi e il domani davanti a noi: il pensiero di Ezio Alpino

Il presidente dell'associazione "U.S. Letimbro A.S.D." Savona Santuario interviene sull'emergenza sanitaria

Ormai è passato quasi un mese da quando l’Italia ha chiuso ha chiuso i battenti a causa della pandemia da Coronavirus, siamo tutti chiusi nelle nostre case con il fermo delle principali attività.
Credo che ognuno di noi si sia inventato le cose più svariate per portare avanti le giornate, a parte chi ha la possibilità con mille sforzi di continuare a lavorare.

Si mette a posto casa, si fanno le pulizie di primavera, cantine e garage tirati a lucido, si taglia l’erba come nelle nostre zone, si preparano gli orti come segno di speranza, si ritorna, ne sono convinto, a leggere molti libri ma anche i nostri quotidiani perchè oggi di questi tempi la giusta informazione è basilare e poi è un bene per innalzare le nostre conoscenze.
C’è chi torna a giocare con i propri figli in modo più assiduo di prima in una fase in cui la mancanza forzata in primis della scuola rende certamente tutto più complicato per i genitori.
E c’è chi ritorna anche a dilettarsi con i fornelli di casa perchè questo tempo ovattato lo permette per molti più di prima. E’ rinato il senso di comunità famigliare.

Siamo in una fase di sacrifici impensati anche se questo non ci deve fare assolutamente dimenticare , non mi stanco di ripeterlo ancora una volta, lo sforzo immane che ogni giorno si consuma nei nostri ospedali da parte di tutto il personale sanitario, medici, infermieri, ausiliari che combattono con grande senso di professionalità questo immane virus che colpisce i malati oggi presenti in tutte le strutture ospedaliere e vede andarsene via molte, troppe vite.

Le scene di sofferenza che vediamo ogni giorno in televisione nei punti più critici del nostro paese sono eloquenti e il grazie che dobbiamo indirizzare a loro è ancora poco e non finirà mai. (Sanità pubblica e gratuita è una identità che dobbiamo tenerci stretta). Oggi è anche il momento di riflettere su come continuerà questa situazione e come potrà essere per tutti noi il dopo.
Sono convinto, visti i dati illustrati ogni giorno, che la strada da affrontare sia ancora lunga.

Siamo di fronte a una malattia nuova che i nostri scienziati stanno studiando con il massimo della competenza. Oggi siamo tutti nelle loro mani e lo dico con forza, crediamo a loro e a tutte quelle eccellenze che abbiamo nel nostro paese. Troppi si ergono a previsori dell’ultima ora, nell’informazione generale circola di tutto e per un problema cosi serio che ormai è diventato planetario bisogna ascoltare solo chi è competente e chi ci può indicare la strada per uscirne. Questa pandemia sta portando il paese ad affrontare un’emergenza sociale ed economica senza precedenti.
Tutti i settori sono in difficoltà, il tessuto produttivo del nostro paese, i lavoratori che sono fermi da tempo, le imprese, gli artigiani, il commercio e tutte le attività correlate, il settore turistico nel suo insieme, le famiglie, le categorie più deboli e disagiate, i precari, gli irregolari, per non dimenticare gli ultimi di questa società che vivono ai margini e l’elenco sarebbe ancora lungo.
Il virus colpisce tutti e tutti devono avere la possibilità di ripartire quando questo accadrà.

Mi permetto di dire con molta onestà, e spero che questo mio pensiero sia condiviso da molti, che in questi giorni su questa emergenza il nostro Governo si stia comportando in modo efficace e con molta fermezza. Non solo per la gestione del presente con le misure di contenimento messe in campo a partire dalle restrizioni per tutti ma anche su tutta la partita di aiuto e sostegno a famiglie, imprese e i settori economici coinvolti con i Decreti attuati e in via di definizione e con i provvedimenti sui buoni spesa e l’eventuale reddito di emergenza.
Lo dicevo prima, la fase sarà ancora lunga, le restrizioni saranno nelle prossime ore, dalle notizie che escono, ancora prolungate a dopo il periodo Pasquale e fino a un chiaro rallentamento del propagarsi del Coronavirus non abbiamo certezze.

Un ringraziamento doveroso mi sento di farlo, nell’ambito della frazione del Santuario dove vivo, a tutte quelle attività essenziali che restando aperte ci permettono tutti i giorni di andare avanti nel nostro vivere quotidiano in isolamento (alimentari, tabacchi, gastronomia, farmacia) e anche quelle attività di ristorazione che si sono inventate le consegne a domicilio per farci sentire vicini come eravamo prima.

Ma un’ultima considerazione deve essere fatta e ci deve fare riflettere tutti noi. Quando tutto sarà finito, e speriamo il prima possibile, tutto sarà come prima? Io credo che la ripresa sarà lenta, tutto dovrà essere ragionato e forse avremo ancora protocolli stringenti che non sappiamo ancora immaginare.

Le nostre vite in una prima fase cambieranno rispetto a come eravamo prima e noi tutti credo che dovremo esserne consapevoli. Il nostro modo di affrontare la vita sarà diverso e le problematiche che avremo davanti saranno tali per cui solo con il massimo di unità e solidarietà possibile, che sappiamo dimostrare nei momenti drammatici, potremo vedere il futuro nostro e dei nostri figli più roseo.

Siamo in una nuova guerra e una nuova resistenza è d’obbligo.

Stringiamo i denti e ce la faremo.

Ezio Alpino, presidente Associazione “U.S. Letimbro A.S.D.” Savona Santuario

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