Coronavirus, l'infettivologo savonese Marco Anselmo: "Non credo a genesi artificiale, ora accelerare su terapie e possibile vaccino" - IVG.it
Terapie e cura

Coronavirus, l’infettivologo savonese Marco Anselmo: “Non credo a genesi artificiale, ora accelerare su terapie e possibile vaccino”

Parla il primario dell'ospedale San Paolo impegnato in prima linea nell'affrontare l'emergenza sanitaria: ecco la situazione

Coronavirus ad Alassio

Savona. “Al momento i dati scientifici sono ancora sommari, tuttavia dalla mia esperienza posso dire che il coronavirus può avere sicuramente una origine naturale e non artificiale. Lo dimostrano i casi avvenuti in passato e nella storia delle malattie infettive che hanno caratterizzato l’umanità”.

Parole del direttore della Struttura Complessa di Malattie Infettive Asl 2 Marco Anselmo, noto infettivologo e primario dell’ospedale San Paolo di Savona, che vuole chiarire sulla genesi del virus, sulla sua diffusione e sulle modalità di cura e terapia in corso sui malati e contagiati.

“Ho vissuto l’esperienza della SARS-CoV, ma allora il mondo era meno globale e la mobilità dei cinesi assai ridotta rispetto ai giorni nostri. La Cina e i paesi asiatici hanno potenziali di diffusione legati a numerosi luoghi sovraffollati, gli assembramenti di persone sono molto frequenti e parliamo di un territorio che presenta un numero consistente di allevamenti di animali, a vario livello. Credo che sia stato un caso tradizionale di trasmissione dall’animale all’uomo, anche se è ancora presto per sbilanciarsi in conclusioni scientifiche esatte” aggiunge.

Venendo alla situazione savonese, con diretto riferimento all’ospedale San Paolo di Savona, ecco la situazione: “Abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo organizzativo e gestionale per affrontare l’emergenza senza precedenti per una struttura sanitaria. Troviamo una zona rossa rappresentata dalla terapia intensiva, dove attualmente sono ricoverate sei persone; una zona arancione che riguarda il reparto di malattie infettive; infine una zona gialla nella quale ci sono pazienti sospetti (in attesa dell’esito dei tamponi) o positivi, quest’ultimi senza che abbiano ancora contratto la malattia Covid-19. Tra la zona arancione e quella gialla in tutto sono una ventina le persone ricoverate” sottolinea il primario dell’ospedale San Paolo.

Coronavirus generica test

Naturalmente difficile e critica la situazione per tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza sanitaria: “I consumi dei dispositivi di protezione sono alti e serve un ricambio continuo, l’approvvigionamento di Dpi è problematico, è una emergenza globale e anche il caso cinese lo ha dimostrato. E’ chiaro che siamo costretti a praticare una razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse a disposizione. Per il resto sono state attivate procedure continue di sanificazione e igienizzazione”.

E veniamo alle terapie adottate: “Ci sono farmaci in via di sperimentazione, antivirali e biologici. Ad ora stiamo procedendo con il protocollo stabilito, dettato anche dall’esperienza cinese, ovvero un mix di antivirali e antibiotici. In aggiunta esiste anche un farmaco antivirale utilizzato per il contagio del virus Ebola e che è stato approvato dalle autorità sanitarie anche per la cura del Covid-19. Infine è in corso di valutazione un farmaco biologico, un antinfiammatorio ad hoc per la malattia infettiva” spiega ancora il dottor Anselmo.

“Questo virus ha una contagiosità relativamente bassa, il suo indice è pari al 2.5 (il morbillo per esempio è pari al 10), almeno stando ai dati attuali. Tuttavia si tratta di una forma virale ancora giovane e poco conosciuta, per questo il quadro scientifico è in continua evoluzione”.

Un vaccino? “Indubbiamente la ricerca deve procedere celermente, difficile nel brevissimo periodo immaginare un vaccino testato, autorizzato e che sia efficace. Per questo, oltre al fondamentale e decisivo lavoro nei laboratori, è opportuno operare parallelamente sull’ambito terapico e di cura (un protocollo standard e definito), con la speranza che una vaccinazione possa arrivare prima possibile” conclude il primario del San Paolo.

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