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Coronavirus al Trincheri, la conferma del sindaco Tomatis: “Istituto sta vivendo un dramma”

Ma arrivano le precisazioni: “Sul personale informazioni poco chiare e basate sul passaparola. Operatori dotati di Dpi conformi”

Albenga. Situazione drammatica all’Istituto Domenico Trincheri di Albenga, dove ci sono stati una ventina di decessi dall’inizio dell’emergenza Coronavirus ad oggi. Abbiamo documentato la situazione e riportato gli sfoghi di diversi operatori, uno nella giornata di ieri (28 marzo) e due nella giornata di oggi (29 marzo), tra cui anche quello di una lavoratrice positiva e a casa in quarantena. 

E oggi è arrivato l’intervento del sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, che ha voluto fare chiarezza sulla situazione. Il primo cittadino ha esordito con una conferma: “L’istituto Trincheri sta vivendo un dramma, purtroppo comune a tutti gli istituti che ospitano numerosi pazienti anziani. Il controllo delle pandemia in strutture come questa è estremamente difficile perché il virus viene portato all’interno da visitatori o operatori asintomatici o durante la fase dell’incubazione, che ricordo può durare fino a 14/20 giorni e durante la quale si trasmette la malattia pur non avendone i sintomi”.

Salvo poi fornire alcune precisazioni: “I medici e i dirigenti dell’istituto Trincheri non appena è stato reso noto il primo e per ora unico caso di positività al tampone (anche se ieri, il presidente dell’Istituto aveva confermato la presenza di almeno due casi, come affermato anche dagli operatori) hanno messo in atto tutte le procedure previste da Asl e Alisa per cercare di mettere in sicurezza sia gli ospiti che gli operatori”.

“Purtroppo, vista l’età elevata dei ricoverati, queste strutture sono quelle che pagano il prezzo più alto in termini di vite a questa epidemia, complice la mancanza di posti letto in ospedale, – ha proseguito il sindaco. – I miei colleghi credetemi fanno i salti mortali per cercare di curare tutti ma è bene che si sappia che non tutti i pazienti possono accedere ai livelli più specializzati  di cure che, vengono riservati ai pazienti più giovani e che hanno maggiori probabilità di sopravvivere, questo non toglie che il dolore di perdere il proprio padre non dipende dalla sua età”.

Per quanto riguarda il personale sanitario: “Purtroppo le informazioni sono poco chiare o addirittura assenti, basate soprattutto sul passa parola che, come si sa, non può essere preso in considerazione. Mai come in questo periodo lavorare nell’ambito sanitario è diventato rischioso. Gli obblighi che abbiamo nei confronti di chi ha bisogno di cure ci mette nella situazione di correre evidenti rischi”.

E ancora: “Per quanto a mia conoscenza tutti gli operatori sono dotati dei DPI in conformità a quanto disposto dall’ASL”.

Quindi la promessa del primo cittadino e una frecciata alle minoranze: “Mi accerterò personalmente di eventuali carenze non comunicatemi e se del caso sarà mia cura pretendere che la Regione intervenga immediatamente. Dispiace constatare che si utilizzino situazioni di questa gravità per speculazioni politiche”. 

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