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Contagiati da coronavirus, Toti: “Non alimentiamo psicosi inseguendo i numeri di ogni singolo comune”

"Abbiamo già tante paure fondate circa la pericolosità di questa epidemia, non è il caso di aggiungere anche questa"

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Liguria. “Quanti sono i contagiati nel mio comune?”. E’ questa la domanda che di più di frequente i lettori di IVG.it hanno posto ai sindaci che, in questi giorni, sono stati protagonisti delle interviste trasmesse in diretta sulla pagina Facebook del nostro quotidiano.

Una domanda che, ovviamente, altro non è che la sublimazione statistica del timore di vedere esplodere il numero di contagiati e, soprattutto, il numero dei casi positivi “sotto casa”, a pochissima distanza dalle abitazioni in cui tutti noi siamo confinati da tre settimane circa.

Se all’inizio dell’emergenza molti sindaci del savonese e più in generale di tutta la Liguria hanno tentato (per senso del dovere e necessità di trasparenza nei confronti della comunità) di aggiornare quotidianamente i loro concittadini circa l’evoluzione della pandemia nel proprio territorio di competenza, con il passare dei giorni e delle settimane questo conteggio è diventato meno puntuale e meno preciso, sorpassato dalle circostanze e da una emergenza divenuta ormai nazionale e mondiale.

Come alcuni sindaci hanno spiegato ai nostri microfoni, ormai è diventato quasi “inutile” parlare di contagiati (ad esempio) a Savona, a Albenga, a Loano. A questo punto dell’emergenza, si può solo parlare di contagiati a livello di provincia o, ancora meglio, di Asl. Perché ovviamente sono prima di tutto le Aziende Sanitarie ad avere necessità di conoscere con precisione le dimensioni del fenomeno che si trovano a gestire.

La “inutilità” di questi numeri parziali è stata ribadita anche oggi dal governatore della Liguria Giovanni Toti durante l’intervista in diretta sulla pagina Facebook di IVG.it. Rispondendo all’ennesima domanda del genere (“Perché i sindaci non danno più il numero complessivo dei contagiati per comune?”, chiedevano molti lettori) il presidente ha affermato: “Tutte le sere, durante la conferenza stampa dalla sede di Regione, diamo il numero di ricoverati in medie terapie e terapie intensive, il numero dei tamponi, il numero delle persone positive a casa ed il numero di quelle in isolamento volontario provincia per provincia. Questi numeri sono ripartiti per Asl, ma i sindaci sono in grado di avere questi dati in quanto è in capo a loro la delega per lo smaltimento dei ‘rifiuti speciali’ prodotti dalle persone Covid-positive a casa”.

Insomma, come ricordato da Toti “i numeri sono sotto gli occhi di tutti. E’ chiaro che ognuno di noi ha la curiosità di sapere chi è positivo, ma bisognerebbe autolimitarsi nel desiderio di sapere se il nostro vicino di casa è infetto o no. Non è il momento di inseguire le voci, perciò invito i cittadini a non farlo, ad agire con rigore, scrupolo e serietà e non alimentare paure. Abbiamo già tante paure fondate circa la pericolosità di questa epidemia, non è il caso di aggiungere anche la psicosi di inseguire i casi positivi nel nostro paese. Il virus non gira nell’aria e non passa da una finestra all’altra. I casi conclamati sono già in isolamento a casa o, purtroppo, in ospedale”.

L’invito, invece, è quello di “seguire le ben note regole di prudenza, che ancora oggi non tutti rispettano. Poi lasciamo che le Asl facciano il lavoro lavoro e si occupino di tenere il conto delle persone che necessitano di cure”.

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