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Consigliere di Toirano diventa poeta a tema coronavirus… “Lo smarrimento di tutti, ma ne usciremo più forti”

Ecco un componimento poetico che fa pensare e riflettere nei giorni di isolamento...

Toirano. Il consigliere comunale di Toirano diventa poeta a tema coronavirus… E’ il consigliere comunale con delega alla Cultura Nicola Panizza, che spiega così la sua iniziativa: “Nella lunga notte che indistintamente avvolge questi nostri giorni, e che anche alla nostra comunità tocca, con grande sacrificio e fiducia, sopportare, l’amministrazione comunale si impegna a trovare, assieme a tutti i concittadini, il significato nascosto, ma forse ben riconoscibile, ormai, dietro le difficoltà e le limitazioni quotidiane del periodo”.

“Augurandoci quindi che nel breve componimento che pubblichiamo, con il pensiero fermo allo spettacolo che, su tutti gli altri, ci aspettiamo di rivedere e rivivere presto, i toiranesi si possano, almeno in parte, ritrovare: a loro rivolgiamo il nostro più caro e affettuoso pensiero, che mai viene meno…”

“Abbiamo deciso di augurare una buona domenica ai nostri cittadini con questo componimento scritto dal nostro consigliere alla cultura Nicola Panizza. Solo ora stiamo comprendendo cosa stiamo perdendo abbiamo visto lo spettacolo della vita con gli occhi chiusi ed in questo componimento Panizza descrive lo smarrimento di tutti”.

“Si dice che ne usciremo più forti, vogliamo crederci”  afferma il sindaco Giuseppe De Fezza.

Prima della “Vita”

Confesso (più che ammetto) che nel volo degli anni – e ancora ieri – non sono stato attento.

Alla prima sono andato casual, di scarsa lena, impreparato, con il fare di chi esce soltanto perché ormai sa la strada e ha in tasca un abbonamento.

Non so se dall’inizio, o a metà dell’atto, ho fissato gli occhi al palco, senza più partecipare: saltavo ad altro, avanti e indietro: a una vacanza in Grecia, all’articolo da consegnare.

Da pseudo-spettatore, assente, ho mal compreso la recitazione, e così tutti – io credo – fino a quando, inaudita, l’interruzione non ci ha voluto così, sospesi nottetempo dalla vita.

Nello sgomento della sala buia, dai palchi tristi dell’umano sentire rotte voci si domandano allora
se occorra un intermezzo di croci per dare senso alle scene a venire (per poter ripartire).

Avremo tanto a scusarci, tra noi, con attori e orchestrali, per aver assistito a questa “Vita” senza il senno di poi.

Avrò tanto a scusarmi io solo – il Regista se ne avvede da tempo – se nel volo degli anni, e ancora ieri, non sono andato entusiasta, alle prime, con un solo biglietto, in abito da sera.

Toirano, 14 marzo 2020 (nei giorni dell’isolamento).

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