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Lettere al direttore

Comitato civico Viadotto Teiro: “Autostrade liguri, riflettori spenti sui viadotti a rischio”

di Angelo Verrando, portavoce del comitato

Le visite “tecniche” ai viadotti autostradali della Liguria cosiddetti a rischio, sono in via di esaurimento. Non perché siano terminati, ma in quanto sembrano aver esaurito la loro carica di potenza iniziale. Lo staff di controllori ministeriali capitanati dal cosiddetto “Mastino” ha abbaiato a lungo, ma non sembra fare più tanta paura. E pure il magistrato che ha ordinato di sostituire le barriere tra Savona e Genova sembra sia stato ascoltato solo per metà. Per l’intero tratto solo demolizioni, ma ancora nessuna ricostruzione. Sotto i viadotti Teiro, intanto, la paura e la rassegnazione continuano ad andare decise e di pari passo. Così come le preghiere rivolte al Signore, affinché ci protegga, almeno Lui, da ogni rischio. Il varco tra la griglia e il vecchio mozzicone di barriera attraverso il quale, ai primi dello scorso dicembre, è piombato come una ghigliottina un tondino di ferro che poteva uccidere, ora è più largo, più accessibile alle eventuali cadute di carico, grazie ai lavori sempre in corso. I distacchi dei blocchi di cemento, poi, si sarebbero presi una quarantena, ma sono lassù a occhieggiare dalle reti da pollaio che li trattengono a fatica.

Ancora, una perizia indipendente che dice quanti minuziosi e giudiziosi accertamenti bisognerebbe compiere ancora prima di ipotizzare una qualsiasi ristrutturazione del ponte in direzione Genova, sembra aver lasciato il tempo che ha trovato. Tra le altre cose, il comitato civico ha scoperto che il tecnico l’ha inviata da tempo anche alla Società Autostrade Direzione I Tronco di Genova. Con quale esito? Non è dato sapere. Ma glielo chiederemo. Anche perché noi non vorremmo farla cadere nel vuoto come la perdita di carico da un camion in transito. Anche perché è dallo scorso ottobre che aspettiamo, senza aggiornamenti, notizie su un progetto di ristrutturazione complessiva e del relativo appalto per i viadotti nord e sud.

Quindi è tutto fermo? Allora perché riunirsi e pestare l’acqua nel mortaio? Ma la richiesta di un incontro arriva, e bisogna rispettarla. Apparentemente si preannuncia di tutto riposo: qualche residente ha chiesto una breve relazione sulle ultime notizie riguardanti le barriere. Ma non ci sono novità di rilievo. Ad accendere gli animi, tuttavia, è dapprima l’intreccio tra ministero dei Lavori pubblici e Concessionaria. Il primo, sordo ad ogni appello affinché gli unici viadotti della Liguria, quelli che si chiamano Teiro, vengano dotati di barriere protettive, oltre che fonoassorbenti, la seconda che, personalmente dal direttore I Tronco a chiedere di installarle a proprie spese, senza pensare a perizie fonometriche o a opportunità varie. Ma come? Si chiede qualcuno degli abitanti: le Autostrade vogliono le barriere che chiediamo noi, e il ministero non dà il suo benestare? Ossia nega la firma su una autorizzazione che non gli costa nulla? Sconcerto generale. Come spiegare una tale situazione ai nostri concittadini? Ossia a tutta Varazze? Non è possibile, aggiunge qualcun altro. Ci dev’essere qualche equivoco. La relazione, così, diventa più dettagliata. La comunicazione del comitato, circa un mese fa, è arrivata al sottosegretario ai Lavori pubblici. Invio di materiale scritto, di foto, di video. Tutto per chiedere con forza le barriere. Per arrivare al ministro. Alla firma. Così come chiesto dagli abitanti lungo il tracciato. Tutto arenatosi sulle larghe sponde del Tevere, evidentemente. No, non tutto. Mai come da circa un mese a questa parte, pare ci sia stato un interesse verso le strutture autostradali liguri. Il via sarebbe arrivato dopo l’allarme generale nelle gallerie, fragili come i viadotti. Prima l’invio di un intero staff di tecnici ministeriali per “affiancare” Autostrade e decidere il da farsi. Poi le visite mirate a questo o quel ponte. Con la scoperta dell’elicoidale sul Polcevera in precarie condizioni. E come non ricordare le passerelle di un sottosegretario ai Trasporti sotto il nascente viadotto Genova? E i blitz sotto la Lanterna del ministro in persona? Sui risultati, nel comitato c’è più di un dubbio. Nonostante tanti annunci.

E Varazze? Quella cittadina ad appena trenta chilometri a ovest dal capoluogo, così facile da raggiungere in autostrada? Niente. Nessun messaggio pervenuto. E quegli abitanti lungo il tracciato della A10 che dicono di sentirsi dei fantasmi? Ignorati. Dal Mastino e dai suoi capi. Nonostante, questo è l’elemento, che in questi frangenti si sia inserita la Concessionaria per realizzare in proprio – cioè a sue spese – le barriere sui viadotti Teiro. Qual è la linea miserevole seguita dal ministero e dai suoi tecnici? Ce lo chiediamo. Ma alla prima occasione lo domanderemo pure ai diretti interessati. Lo chiedono con forza i nostri concittadini. Anche perché – e questo è stato l’altro elemento scatenante della nostra riunione – la politica si sta affacciando sui viadotti Teiro e sulla vicenda Autostrade in generale. No, non per recuperare terreno per la trascuratezza del ministero dei Trasporti. Ma per tentare di raccattare voti in vista delle prossime elezioni regionali. La richiesta è arrivata recentemente a un autorevole, e noto, membro del nostro comitato. “L’onorevole (omissis) domani sarà a Varazze e vorrebbe incontrare il comitato viadotti. Siete disponibili? Lui ci terrebbe molto”. Dire che la richiesta è finita nel vuoto, ci sembra il minimo. Ma ben presto ci siamo resi conto che forse si tratta di un disegno più ampio. Poche ore dopo abbiamo assistito a un lungo – vergognoso – pistolotto di un importante politico genovese che ha glorificato a lungo la propria opera.

Mentre si fa via via più acceso il dibattito tra noi se andare o no a votare per le prossime elezioni, i varazzini che vivono con apprensione lungo i viadotti Teiro, da sempre inascoltati, isolati, derisi nei fatti, pure diventati fantasmi loro malgrado, mettono in guardia tutti, in primis i politicanti di ogni seme, di non essere disposti a giochetti elettorali e propagandistici, proposti da chi non si è mai occupato, e non si è mai voluto occupare sino a oggi, dei ponti che incombono su di noi. E, sia chiaro, di non prestarsi a strumentalizzazioni di sorta, che corrispondono solo a insufficienti e cieche risposte, oltre che gravi rischi per le persone e danni alle cose. Su tale strada, tra miseri ponti e politiche miserabili, al momento non vediamo sbocchi accettabili.

di Angelo Verrando

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