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Bufera sulla chiusura dell’ospedale di Cairo: lettera dei consiglieri provinciali Dem, petizione del nuovo Comitato civico

Chiesto l'intervento del presidente e del Consiglio provinciale. E cittadino si mobilitano

Val Bormida. La vicenda della chiusura dell’ospedale di Cairo come punto di primo intervento e servizi sanitari finisce sul tavolo del presidente della Provincia Pierangelo Olivieri. I consiglieri provinciali del Pd Rodolfo Mirri, Mattia Fiorini e Massimo Niero hanno inviato una lettera al numero uno di Palazzo Nervi, dopo che la questione ha attirato le preoccupazioni dello stesso Pd, di sindaci e dei comitati cittadini della Val Bormida.

“Il presidente della Regione Liguria ha decretato di chiudere temporaneamente alcuni reparti dell’ospedale di Cairo Montenotte per fronteggiare l’emergenza derivante dalla conclamata pandemia “COVID-19”. Pur comprendendo i termini di eccezionalità con cui le strutture sanitarie sono costrette ad affrontare un nemico subdolo e per ora non identificato e nel momento in cui si rende drammaticamente necessario dare risposte unitarie e responsabili alla grave emergenza, risulta tuttavia incomprensibile la decisione di un ulteriore, grave, ridimensionamento dell’unico e pur sottodimensionato presidio sanitario di questa bistrattata Valle, dove risiedono 40.000 abitanti con un elevato tasso di popolazione anziana”.

“Ci chiediamo se è responsabile e quanto efficace trasferire in strutture comunque lontane e scomode per l’assistenza ed il conforto umano i degenti, concentrandoli in situazioni che ne potrebbero aggravare ulteriormente la già precaria situazione sanitaria”.

“Ci chiediamo se non era il caso di razionalizzare le risorse e le prestazioni “in loco” senza giungere alla drastica decisione di trasferire i degenti in altre strutture già ampiamente congestionate a causa di precedenti, improvvide scelte politiche”.

“Auspichiamo che l’assessore regionale voglia responsabilmente rivedere urgentemente la decisione poiché non vorremmo che la forzatura, giustificata ora per motivi di emergenza, preludesse poi alla definitiva cancellazione di primari servizi della già largamente penalizzata struttura ospedaliera di Cairo Montenotte, con ciò pregiudicandone ulteriormente l’esistenza”.

“Questa Valle che da troppi anni è condizionata anche da problemi sociali, occupazionali e di viabilità per raggiungere la strutture sanitarie provinciali, non può e non deve essere ulteriormente penalizzata visto che è recente anche la negazione della seconda auto-medica da parte della Regione, quindi con servizi di primo intervento fortemente inadeguati”.

“Non ci vogliamo assolutamente sottrarre al principio di solidarietà ed anzi vogliamo esprimere con forza, grande comprensione e riconoscenza a tutto il personale sanitario, duramente impegnato in questa difficile “guerra” sanitaria e psicologica per l’impegno e lo spirito di sacrificio ogni giorno dimostrato, ma ci attendiamo però che analoghi sentimenti siano concretizzati dal governo regionale per i doveri ed i diritti di 40.000 cittadini valbormidesi”.

“Chiediamo, urgentemente, a Lei Sig. Presidente e al Consiglio provinciale tutto di porre in atto le azioni necessarie presso le sedi opportune per revocare quanto deliberato dalla Regione Liguria nei confronti dell’ospedale di Cairo Montenotte” concludono i consiglieri provinciali.

ospedale cairo

A seguito della chiusura dell’ ospedale di Cairo Montenotte si è costituito in brevissimo tempo il “Comitato Civico Valbormida”, promosso da cittadini di diversi comuni valbormidesi (Cairo Montenotte, Carcare, Altare, Cengio, Millesimo, Murialdo, Osiglia, Roccavignale, Plodio).

E il neonato Comitato si è subito messo al lavoro, lanciando una petizione su Change.org per una raccolta firme a favore della riapertura dell’ ospedale Valbormidese “al fine di dar voce a tutti i cittadini valbormidesi”. 

“Riteniamo errata, – hanno dichiarato dal Comitato, – la scelta della Giunta Regionale della Liguria, nel pieno di una emergenza sanitaria, di chiudere l’ospedale di Cairo Montenotte. Tale nosocomio rappresenta un presidio sanitario imprescindibile per gli oltre 40mila abitanti di un territorio come la ValBormida estremamente disagiato e con una forte presenza di popolazione anziana”. 

“Inoltre la configurazione territoriale è a rischi idrogeologico e con forti criticità nella viabilità. Mentre gli altri ospedali savonesi vengono dedicati come Albenga e quota parte S.Paolo alla cura del COVID-19, Pietra Ligure e Cairo Montenotte possono rappresentare presidi NO-COVID per le prestazioni di base e le cure ordinarie dei cittadini, seppur ridotte evitando così la congestione dei plessi dedicati alla cura del coronavirus e riducendo anche le possibilità di contagio”, hanno concluso dal neonato Comitato. 

Di seguito il link per raggiungere e aderire alla raccolta firme. 

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