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Andora, Nicolini sul decreto Conte: “Annunciati soldi già presenti nel bilanci dei Comuni”

"Credo che ci voglia un po' di serietà e non sia proprio il momento di prendere in giro la gente"

Andora. L’assessore al bilancio del Comune di Andora, Fabio Nicolini, ha appena portato all’approvazione del consiglio comunale il bilancio e ha ben presente di quali somme già dispone il comune per i suoi cittadini. Non teme smentita nel voler ridimensionare a gran voce i toni con cui è stato annunciato il decreto sui fondi solidarietà 2020.

“La mia non è una polemica politica, ma una constatazione in base ai numeri con i quali, giornalmente, lavoro. Se poi me ne sono accorto io, piccolo assessore di un comune di 7.500 anime, non capisco come non siano potuti giungere alle stesse conclusioni i membri del governo. C’è quasi da sperare che ci fosse della ‘furbizia politica’ (fuori luogo considerando che molte persone lottano per vivere, molti hanno parenti malati che non possono vedere e molti stanno combattendo a casa contro questo virus) nelle dichiarazioni del presidente del consiglio del 28 marzo perché altrimenti sarebbe un’incompetenza veramente preoccupante – esordisce Nicolini – Ieri ho potuto leggere quello che il presidente Conte ha presentato agli italiani come un nuovo decreto con 4 miliardi e 300 milioni per i Comuni. In realtà il Governo non ha aggiunto un solo euro dei 4 miliardi annunciati (salvo una piccola quota per la spesa alimentare) ma si è limitato a pagare con un anticipo di qualche mese ai Comuni alcune quote del fondo di solidarietà comunale che erano già tutte nei bilanci dei Comuni. In altri termini, i famosi 4 miliardi sono i soldi ordinari che già ci devono dare (e che peraltro sono sempre meno) e che altro non sono che soldi dei cittadini. Per il nostro comune quest’anno aumenta ancora la contribuzione ovvero ciò che diamo allo stato del nostro gettito, passando da 3.381.602,97 di euro a 3.383.570,28 di euro)”.

Secondo Nicolini l’annuncio è stato: 4 miliardi e rotti ai Comuni perché i sindaci sono le nostre sentinelle: “In realtà, leggendo i decreti, si può facilmente verificare che è un’operazione finanziariamente neutra per lo Stato – dice l’assessore al bilancio del Comune di Andora – Credo che sia veramente scorretto far credere alla gente che sono stati stanziati 4 miliardi per i Comuni e scoprire che sono soldi già dei comuni e che vengono solamente anticipati”.

Nicolini analizza anche l’erogazione di un fondo di 400.000.000 euro per aiutare chi non riesce a fare la spesa: “Nella bozza già inviata alle regioni (che potrà variare di poco rispetto alla definitiva), si parla di ‘anticipo’ che dovrà essere restituito non si ancora come e quando e prevede che l’80% (320.000.000 euro) sia suddiviso in base ai residenti di ogni singola città e il restante 20% (80.000.000 euro) suddiviso tenendo conto della dichiarazione dei redditi dei singoli cittadini. Comunque a conti fatti al nostro Comune (sempre tenendo conto della bozza dell’ordinanza del capo dipartimento della protezione civile) è stata assegnata la somma di 49.000 euro che se fosse suddiviso tra i residenti (7.500) ammonterebbe a 6,53 euro a persona – dice Nicolini – Ipotizzando che i bisognosi (che i singoli Comuni dovranno stabilire in autonomia attraverso l’ufficio servizi sociali art. 2 comma 6) fossero solamente il 20% della popolazione (7500/5= 1500 persone) verrebbero stanziati ad ognuno dei bisognosi 32,6 euro. Se ipotizziamo che un nucleo familiare è composto da tre persone riceverebbero circa 98 euro. Personalmente ritengo che praticamente lo Stato abbia pagato una spesa settimanale a nucleo famigliare,se però non esagerano e non comprano alcuni beni alimentari più costosi come la carne.”.

Nicolini evidenzia anche probabili problemi procedurali: “Sicuramente la procedura per poter usufruire di questi fondi non sarà semplice – dice – ciò rallenta ancora l’aiuto ai cittadini. Personalmente credo che sia veramente poco soprattutto rispetto ai proclami con i quali questi aiuti sono stati annunciati. Scusate lo sfogo ma credo che il mio pensiero sia condiviso da molti assessori di piccoli Comuni e di dirigenti e/o funzionari degli uffici competenti in materia. Già da questa mattina siamo al lavoro per verificare le istanze del territorio già monitorato da tempo dai servizi sociali che annualmente investono per buoni alimentari, farmaci,assistenza e servizi cifre consistenti”.

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