Alassio, fondo per le persone in difficoltà. L'assessore Battaglia risponde a Casella: "Non è necessario" - IVG.it
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Alassio, fondo per le persone in difficoltà. L’assessore Battaglia risponde a Casella: “Non è necessario”

Il consigliere comunale di minoranza di "Alassio Volta Pagina" aveva detto: "Giungono storie di persone in difficoltà anche solo che nel mettere in tavola del cibo"

Alassio. “Consigliere Jan dott. Casella, ho letto con attenzione la sua dichiarazione a IVG.IT del 20 marzo 2020 ‘Istituire un fondo per le persone in difficoltà’. Nonostante in premessa ella dichiari di essersi astenuto, in qualità di consigliere di minoranza, da ogni tipo di polemica a causa dell’emergenza che stiamo affrontando, al grido: ‘facciamo politica’ lancia pubblicamene la sua proposta di costituire un fondo dedicato alle necessità di coloro ‘che si trovano nell’impossibilità di mettere a tavola il cibo'”. A parlare, in una nota, è l’assessore alle politiche sociali del comune di Alassio Giacomo Battaglia in risposta alla proposta del consigliere comunale di minoranza Jan Casella (Alassio Volta Pagina) di istituire un fondo destinato alle persone colpite più duramente dall’emergenza sanitaria.

Spiega Battaglia rivolgendosi a Casella: “Lei inizia la sua intervista dichiarando, in sintesi ‘non ho detto nulla prima perché l’esigenza COVID 19 me lo impediva per inopportunità del momento’ però poi, nei fatti, cosa fa? Non interessa me o il personale dell’ufficio politiche sociali e dichiara testualmente che ‘ci sono alcune persone che ad un tratto si trovano nell’impossibilità di mettere in tavola il cibo’ e si lancia in una dichiarazione pubblica sul problema che, peraltro, potrebbe anche essere inesistente atteso che chiunque, così come da lei dichiarato fosse venuto a conoscenza di un situazione del genere così contingente si sarebbe prima preoccupato di risolverlo, mi permetta, anche aiutandolo/i materialmente o, in alternativa chiamare l’ufficio politiche sociali per gli interventi di competenza”.

“Consigliere Casella – prosegue l’assessore alassino – le avrei spiegato, quale assessore alle politiche sociali, che istituire un fondo per l’esigenza da lei pubblicamente indicata non era e non è necessario e le spiego perché. Mi permetta una brevissima divagazione, prima di tornare sull’argomento, cioè di cogliere questa occasione, non politica ma di doveroso riconoscimento, per ringraziare pubblicamente il ‘mio’ servizio politiche sociali di Alassio, perché mio lo sento, che costituisce una realtà viva e silenziosa, necessariamente riservata, che monitora costantemente il nostro territorio per individuare situazioni come quelle indicate da Lei e altre ben più gravi”

“Le faccio un riassunto di quanto si sta facendo: organizzazione emergenziale. In questo contesto di emergenza nazionale il servizio politiche sociali si è già organizzato con azioni volte a rispondere alle richieste che arrivano. La forma di lavoro agile conosciuto anche come smart working. Ci si sta riorganizzando con detta modalità ed i supporti telematici dotandoci di smartphone e tablet per essere utilizzati per i colloqui con le Assistenti sociali anche in videochiamata, sostituendo così i colloqui e le visite domiciliari. Verso i cittadini. Le persone, mai come ora, hanno bisogno anche solo parlare con qualcuno. Il telefono è divenuto un mezzo fondamentale anche per il servizio di sostegno educativo di disabili che per legge è stato sospeso. Infatti, il coordinatore e gli educatori del Consorzio Il Sestante chiamano le famiglie e predispongono dei progetti di supporto a distanza, come pure la Coordinatrice del Servizio di assistenza domiciliare della Cooperarci monitora gli anziani periodicamente. Con la collaborazione del Centro Alassio Salute nei giorni scorsi sono stati predisposti tramite i curanti le ricette dei farmaci necessari di tutti gli anziani seguiti dal servizio domiciliare. I pasti negli ultimi mesi sono stati incrementati e sono arrivati a 203 settimanali (dal lunedì alla domenica) pari a 29 al giorno di cui (8 gratuiti a persone indigenti). Dall’esplosione dell’emergenza sono consegnati necessariamente in sacchetti monouso”.

“Il Servizio Politiche Sociali si è attivato fin da subito anche per garantire ai soli casi più urgenti beni di prima necessità e aiuti per generi alimentari e farmaci attraverso il volontariato locale. Si prevedono dei fondi di aiuto alle persone in particolare difficoltà attraverso un contributo da destinarsi alla locale Croce Rossa per acquisto e consegna farmaci e all’Associazione ‘Banco di Solidarietà S.A. Bonadiman’ per generi alimentari e di prima necessità. Le due associazioni sono già operative e si stanno organizzando per rispondere alle segnalazioni collaborando tra di loro. Consigliere Casella! – conclude Battaglia -. Mi chiami quando vuole! Sono sempre pronto a rispondere ai suoi contributi di idee! Se non le saprò dare risposte immediate, sarà mia cura informarmi e fornirgliele”.

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