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“Zaky Libero”, approvato all’unanimità in Regione un odg proposto dal Pd

“Per chiedere la liberazione del ricercatore e attivista 27enne arrestato ingiustamente”

Regione. È stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno del Gruppo del Partito Democratico, primo firmatario il consigliere regionale Luca Garibaldi, per “chiedere la liberazione del ricercatore e attivista ventisettenne Patrick George Zaky, arrestato ingiustamente la notte fra il 6 e il 7 febbraio scorso in Egitto e ancora oggi in carcere”.

Il documento, spiega Garibaldi, “oltre a esprimere solidarietà, sostegno e vicinanza alla famiglia e alle Università di Bologna e Granada dove Zaky studia, sollecita l’amministrazione regionale a collaborare con gli enti preposti affinché il Governo italiano chieda alle istituzioni egiziane il rilascio immediato. Inoltre si impegna la Giunta ligure da una parte a inviare l’ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri e dall’altra a chiedere al Governo di impegnarsi a promuovere in tutte le sedi istituzionali opportune – con particolare riferimento all’Unione Europea – affinché si attivino per il rilascio di Zaky”.

Nell’odg si ricorda che “l’Ong ‘Iniziativa egiziana per i diritti della persona’, con cui lo studente collabora, ha denunciato che Zaky, prima interrogato sulla sia attività di ricerca a Bologna e le sue iniziative in difesa dei diritti umani e poi arrestato, è stato bendato e torturato per ore (compreso l’utilizzo dell’elettroshock) da parte della National Security Investigations (Nsi)”.

“Il rapporto di polizia presentato ai legali del ricercatore”, continua Garibaldi “sostiene falsamente che sia arrestato a un posto di blocco nella sua città natale, a seguito di un ordine emesso a settembre 2019, mentre Zaky aveva lasciato il suo Paese in agosto. I reati che gli vengono imputati si riferiscono a legittime attività di denuncia, informazione, commento pubblico o critica: tutti alibi per legittimare una procedura del tutto illegale”.

“Patrick George Zaky rimarrà in stato di detenzione preventiva per almeno 15 giorni (il 12 febbraio, dopo appena mezzora di Camera di Consiglio, i giudici hanno rigettato la richiesta di scarcerazione), ma potrebbe restare in carcere per molto tempo, visto che rischia dai cinque anni all’ergastolo, mentre la custodia cautelare potrebbe essere rinviata in modo indefinito come già successo ad altri attivisti prima di lui”.

“Le accuse rivolte a Patrick Zaky – conclude il consigliere regionale del Pd ligure – sono le stesse che colpiscono persone che svolgono attività del tutto legittime secondo il diritto internazionale e che in Egitto hanno raggiunto, in questi anni, centinaia di attivisti, ricercatori, avvocati, esponenti di organizzazioni per i diritti umani. L’attivismo di Zaky e la lotta per i diritti delle minoranze oppresse andava dalla comunità Lgbtq fino alle comunità cristiane cacciate dal nord del Sinai, a causa dell’avanzata dello stato islamico”.

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