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Unicef, raccolta firme per una legge anti-plastica: “Diamo un futuro ai nostri bambini nel segno dell’ambiente”

Appello dell'associazione a tutti i comuni liguri: in porgramma anche un flash mob

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Liguria. “L’obiettivo è a portata di mano: serve la firma degli adulti per non tradire le speranze e le richieste dei bambini”. Lo ha detto questa mattina Franco Cirio, presidente Unicef Liguria, nella conferenza stampa in cui è stata illustrata la proposta di legge regionale di iniziativa popolare, con relativa raccolta di firme, per una Liguria Amica dei bambini e libera dalla plastica, della quale lo stesso Cirio è promotore.

E, lanciando un accorato appello ad andare a firmare presso tutti i Comuni della Liguria e nei 9 municipi genovesi, ha aggiunto: “Non ci sono più scuse: oggi con la vostra firma è possibile compiere un passo concreto per un mondo migliore”.

Giacomo Guerrera, past president Unicef Italia e garante dei bambini per la Liguria, ha assicurato: “Mi farò garante del rispetto della legge sulla plastica in Liguria”.

Dino Frambati, responsabile comunicazione Unicef Liguria, ha sottolineato la grande valenza umana, sociale e morale di UNICEF per l’umanità e per il mondo futuro e l’importanza di questa iniziativa UNICEF Liguria.

Ospite dell’evento è stata inoltre Alessia Cotta Ramusino, artista impegnata da tempo in cause umanitarie e attualmente dedicata anche agli ideali Unicef, che ha detto: “Ho fatto omaggio del brano ‘Aria – the Breath of Earth’ (Aria – il respiro della Terra), che realizzerò insieme al coro dei bambini dell’International School di Genova, scuola ambasciatrice dell’UNICEF. La prima esibizione sarà nell’ambito della campagna UNICEF contro le spose bambine, perciò detta #8marzodellebambine, e si terrà presso la Scalinata Borghese di Genova nel nostro evento ‘8 marzo, rispetto e amore’”.

“Il momento clou di questa iniziativa – ha proseguito Ramusino – sarà il 5 giugno, quando ricorre la giornata mondiale per l’ambiente, con un flash-mob che coinvolgerà i 120 bambini del coro”.

La proposta di legge è composta da sette articoli: “Sono ormai noti ed evidenti i danni all’ecosistema derivanti dal sempre maggiore inquinamento da materiali plastici nella vita quotidiana, compreso il crescente problema per la salute umana rappresentato dalle micro e nanoplastiche. Questo è il frutto di una cultura “usa e getta” che considera la plastica come un materiale monouso, che non vale niente, anziché renderlo una risorsa da gestire”.

“Su questo tema si sono recentemente moltiplicati gli appelli: da Papa Francesco, che nell’Enciclica ‘Laudato si’ ci ha richiamato ad aver cura della “casa comune”; all’astronauta Luca Parmitano, che pochi giorni or sono dallo spazio ha dichiarato: “Vedo ghiacciai sciogliersi e zone desertiche avanzare”, al recente Report di IPCC sulla necessità impellente di azioni concrete per arginare i cambiamenti climatici ed evitare le catastrofiche conseguenze del surriscaldamento”.

“Per scongiurare un collasso ambientale, l’UNICEF chiede che venga attivata una grande campagna di sensibilizzazione della popolazione con norme che vietino l’utilizzo della plastica nelle Scuole, negli Uffici pubblici e convenzionati e nel corso degli eventi che godono dei patrocini di Comuni e Regione, con una campagna da parte delle aziende specializzate nella raccolta differenziata sui benefici derivanti dal corretto smaltimento della plastica. A questo scopo si dovrebbero destinare le risorse impiegate per il pagamento delle multe comminate dall’Unione europea per l’insufficiente differenziazione”.

“L’Unicef ritiene inoltre necessario che venga reintrodotto il deposito cauzionale, per far passare il messaggio che non si getta via un oggetto che ha valore”.

“Lo scopo della proposta di legge è chiaro: porre fine all’inquinamento da plastica. Questa proposta di legge di iniziativa popolare nasce nel 30° della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, uno strumento di educazione degli adulti alla centralità dei diritti dei bambini e degli adolescenti e volontà di cambiare con la costruzione di un nuovo ordine internazionale democratico, quale dimostrazione della volontà etica e politica di accettare la centralità dei bambini nella nuova storia e nel rispetto dell’ambiente naturale”.

“Cogliendo questa occasione, l’auspicio è che i giovani vogliano combattere il consumismo, la standardizzazione, l’espropriazione della propria identità e prendere possesso del proprio futuro, agendo di conseguenza” conclude l’UNICEF presentando la proposta di legge.

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