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Trofeo Laigueglia story

Dai fasti del passato, i duelli tra Merckx e De Vlaeminck, all'epoca moderna: la classica d'apertura della stagione italiana

Laigueglia. Nonostante la crisi del movimento italiano, con sempre meno sponsor. Un ciclismo globalizzato, votato alle mete esotiche. Un calendario ampio e dilatato; dalle competizioni in Australia e in Sudamerica a gennaio, fino a quelle in Cina a novembre inoltrato. Il Trofeo Laigueglia resta un appuntamento fisso della riviera e domenica 16 febbraio andrà in scena la sua 57esima edizione.

La gara ciclistica che apre la stagione nazionale su strada, ideata da Pino Villa nell’ormai lontano 1964.
Villa, al tempo, direttore sportivo della Gazzola, squadra nella quale militava anche Charly Gaul, negli ultimi anni di carriera.
Il mitico scalatore lussemburghese (vincitore di due Giri d’Italia e un Tour de France) scese per l’appunto assieme a Villa a Laigueglia, in villeggiatura. Era l’estate del ’63.

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Sopra, Charly Gaul. Nella foto sottostante, il gruppo sportivo della Gazzola, in ritiro in Liguria nell’inverno del 1962. 

Tra una parola e l’altra con la gente del posto, nacque dunque l’idea di inventarsi una nuova corsa. L’anno seguente il Trofeo Laigueglia prese forma.

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La prima planimetria tracciata. Il percorso, lungo 138 chilometri, affrontava tre volte il Testico e due Capo Mele.

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1964: Guido Neri, presentatosi da indipendente, è il primo ciclista a iscrivere il proprio nome nell’albo.

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1967: Franco Bitossi, un uomo solo all’arrivo. ‘Cuore matto’, così chiamato per un problema di tachicardia, a maggio battezzerà la salita dell’Etna al Giro d’Italia. A fine stagione si aggiudicherà invece il Giro di Lombardia.

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1973: Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck.

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1975: Giambattista Baronchelli, rivelazione del ’74, ottiene a Laigueglia la prima gioia in carriera.

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1977: il belga Freddy Maertens, con la maglia iridata di campione del mondo, anticipa allo sprint un giovanissimo Beppe Saronni, all’esordio nei professionisti. In quella stagione l’asso fiammingo inanellerà ben 42 successi (tra cui 7 tappe al Giro d’Italia e 13 alla Vuelta a España).

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1987: lo svizzero Gilbert Glaus alza le braccia al cielo. A fargli compagnia sul podio Valerio Piva e Pierino Gavazzi. È l’edizione più veloce, vinta a oltre 43,40 km/h di media.

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1989: Pierino Gavazzi, con la maglia tricolare da campione italiano, è il più anziano vincitore nella storia del Trofeo Laigueglia (38 anni e 2 mesi); battuto Marco Vitali. Terzo Silvio Martinello, oro nella corsa a punti su pista ai Giochi olimpici di Atlanta 1996.

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1993: l’ultima edizione con arrivo in corso Badarò. Un non ancora ventiduenne Lance Armstrong beffa Stefano Della Santa e il venezuelano Leandro Sierra.
Quarto Moreno Argentin, che frena di proposito per non salire sul podio. Alcuni screzi col giovane statunitense qualche giorno addietro, in una tappa al Giro del Mediterraneo.

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1996: Frank Vandenbroucke rientra nella discesa del Capo Mele su Rodolfo Massi, Michele Coppolillo e Gabriele Colombo e brucia gli avversari in volata. Il belga risulta il corridore più giovane ad aver primeggiato nella storia della corsa (21 anni e 3 mesi).

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1999: affermazione di Paolo Savoldelli. Il bergamasco, formidabile discesista, quell’anno si piazzerà secondo al Giro d’Italia.

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2001: s’impone Mirko Celestino, il corridore di casa, davanti a Daniele Nardello e Davide Rebellin. Nella scia, Roberto Petito, Axel Merckx (figlio di Eddy) e Denis Lunghi. L’andorese in autunno farà sue anche la Tre Valli Varesine e la Milano-Torino.

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2003: nell’edizione vinta da Filippo Pozzato viene premiato tra i giovani il compianto Michele Scarponi, scomparso prematuramente nel 2017 in un incidente stradale.

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2010: Peter Sagan, all’ora ventenne, sulla salita del Testico.

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2013: l’edizione del cinquantenario, vinta da Filippo Pozzato (recordman, 3 volte).

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2019: l’ultima edizione in ordine cronologico, vinta in solitaria da Simone Velasco.

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