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Tendenze Italia 2020: che cosa aspettarsi dal FinTech

Come già accade in Europa e nel mondo, anche in Italia nuovi e vecchi investitori puntano sempre di più sulla finanza digitale.

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La tecno finanza, o FinTech, è un processo di innovazione tecnologica che ha rivoluzionato –continuando a farlo – il mondo della finanza, delle banche e delle assicurazioni. Un processo che le aziende e le istituzioni italiane del settore non possono ignorare, per non rischiare di essere “schiacciate” dai leader mondiali del Big Tech.

Per comprendere meglio il fenomeno della financial technology, è interessante andare ad analizzare:

  • Quali sono le realtà maggiormente coinvolte;
  • Quali sono i numeri del FinTech;
  • Quali sono le previsioni per l’Italia.

I principali attori del FinTech

Il compito che attende il “sistema Italia” è quello di trasformarsi da semplice spettatore ad attore della digital transformation applicata al settore finance & banking. Per rimanere al passo con la rivoluzione digitale e con le opportunità che le start-up del Fintech sono in grado di offrire, è necessario che le banche propongano servizi sempre più intelligenti. La finanza sta cambiando: ne è un esempio la piattaforma di trading online e brokeraggio multiasset eToro.

Il trading online è alla portata di tutti con la rivoluzione FinTech

Nata nel 2007 dall’idea di tre imprenditori che desideravano sovvertire il mondo del trading, rendendolo accessibile a chiunque, in poco più di 10 anni è divenuta leader mondiale del social trading, arrivando oggi a contare più di 10 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo. La piattaforma, strutturata come un social network, tramite il sistema CopyTrader consente anche ai più inesperti di operare e guadagnare sui mercati, offrendo un’ampia scelta di innovativi strumenti non solo di trading ma anche di investimenti. Come? Diventando follower e copiando le operazioni e le strategie di investimento di trader di successo che mettono a disposizione della community i loro profili. Su eToro, infatti, gli utenti trovano una nuova tipologia di gestori di portafoglio: il loro nome è Popular Investors e si tratta di trader che vantano strategie uniche per quanto riguarda gli investimenti – e questo consente loro di essere pagati quando altri utenti copiano le loro transazioni.

L’avanzata delle start-up del FinTech e dei giganti del web come Google, Amazon ed Apple sta progressivamente invadendo il campo d’azione che fino a non molti anni fa era di pertinenza esclusiva degli istituti creditizi tradizionali.

I big della new economy stanno progressivamente diversificando il loro business, arrivando a sviluppare i propri servizi di banking (si pensi ad Apple Pay, al wallet di Amazon e a Google Pay). L’avanzata della concorrenza e gli esiti della recessione hanno spinto le banche italiane a chiudere i rubinetti del credito all’impresa: l’Istat parla di un Pil in crescita dello 0,6% nel 2020, fotografia di un Paese poco più che immobile. Le imprese si orientano verso la ricerca di canali alternativi: aprire e intensificare un canale con il FinTech consentirebbe alle banche di mantenere le relazioni con la clientela (in Italia, tra il 2009 e il 2017, in numero di sportelli bancari è calato del 33%).

Lo sviluppo del FinTech

La tecnologia e l’innovazione al servizio dei sistemi finanziari – il cosiddetto FinTech – sono oggi una realtà concreta e in continua evoluzione. Stando ai dati raccolti da CB Insight nel 2019 Fintech Trends to Watch, il 2018 è stato un anno da record. Il settore è infatti arrivato a raccogliere a livello globale quasi 40 miliardi di dollari di venture capital: una cifra raddoppiata (+120%) rispetto a quella dell’anno precedente e che può sembrare sbalorditiva, se si pensa che nel 2014 il FinTech nel mondo si avvicinava a malapena ai 9 miliardi di dollari di investimenti. La finanza tecnologia, insomma, corre a pasto molto, molto lesto.

Sati Uniti e Cina sono i Paesi in cui l’innovazione tecnologica applicata alla finanza trova il suo habitat naturale. Ma, sebbene il valore delle transazioni nei principali mercati europei rimanga inferiore rispetto a quello dei giganti d’Oriente e d’Oltreoceano, la financial technology sta iniziando a fare passi avanti anche nel Vecchio Continente.

L’Italia, se confrontata con Gran Bretagna, Germania e Francia, resta ai margini del processo. Il report condotto dall’Osservatorio FinTech Italia 2019 di PwC evidenzia che, delle circa 9800 start-up innovative censite nel Belpaese, soltanto il 3% è legato all’offerta di servizi per la finanza. Nonostante nel mare magnum delle start-up nazionali, quelle del fintech annaspino, il loro numero complessivo ha registrato un importante aumento nel corso del 2018 : +27% rispetto all’anno prima. Un esempio è senza dubbio Soldo, start-up fintech firmata Carlo Gualandri che si è specializzata e sta rivoluzionando il modo di gestire e controllare le spese aziendali.

Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, comunque, quello dei pagamenti digitali e innovativi è un mercato che cresce senza sosta: basti pensare che nel 2018 il numero delle transazioni digitali è cresciuto del 16%. Questo significa che usiamo la carta sempre più spesso, anche per gli importi più bassi. Di pari passo crescono anche i pagamenti effettuati tramite smartphone, segnale che sempre più utenti si fidano del mobile (per la precisione, il 20% degli utenti utilizza il proprio telefono o tablet per collegarsi alla propria banca). In totale sono 13 milioni gli italiani che si affidano ai servizi FinTech, utilizzandone almeno uno.

Generica

Il FinTech in Italia tra passato e futuro 

Dallo studio sul FinTech in Italia condotto da PwC emerge la progressiva maturazione e presa di consapevolezza del mercato italiano. Il processo coinvolge le start-up innovative e gli operatori finanziari tradizionali, che devono affilare le armi per fronteggiare la concorrenza dei Big del tech. Segnali positivi in questo senso provengono dalla crescita degli investimenti, dall’aumento delle collaborazioni con team in grado di lavorare in ambienti agile e innovativi, dall’incremento della domanda dei consumatori e dall’espansione della regolamentazione da parte delle istituzioni nazionali.

Il recepimento da parte del Consiglio dei Ministri e l’entrata in vigore della nuova direttiva europea PSD2 dovrebbe ulteriormente incentivare la creazione di partnership tra operatori finanziari tradizionali e realtà della financial technology. La normativa rappresenta infatti un ulteriore passo avanti verso l’innovazione tecnologica e la sua applicazione, ed è volta a regolare i servizi di pagamento in risposta al cambiamento delle abitudini degli utenti.

Rimanere competitivi sul mercato significa essere in grado di rispondere a ciò che più piace ai Millenial, i nuovi protagonisti della scena finanziaria: gli eredi della Generazione Y ricercano soluzioni rapide, efficaci e comode, lontane anni luce dai sistemi di trasmissione fisica dei dati a cui le banche sono ancora troppo spesso legate. In questo senso, l’Open Banking dovrebbe rendere ancora più facili ed economici i pagamenti online, rivoluzionando per sempre la modalità di gestione delle transazioni finanziarie.

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