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Scade la proroga al Policlinico, è caos Ortopedia: chiusura, estensione o nuova gara?

Convocata assemblea dei lavoratori, alla presenza dei sindacati, per domani (venerdì 21 febbraio)

Albenga. Privatizzazione dell’ospedale di Albenga attualmente nel “limbo” (complici i ricorsi) e il reparto ingauno di Ortopedia “naviga a vista”. Ma lo potrà fare ancora per poco, anzi pochissimo. E i lavoratori si riuniscono in assemblea, insieme alle sigle sindacali, per cercare di capire lo stato reale delle cose e decidere il da farsi.

L’ora “x”, segnata in rosso sull’ideale calendario della sanità del ponente ligure, è arrivata. Dopodomani (sabato 22 febbraio), infatti, scadrà la proroga concessa al Policlinico di Monza per portare avanti il reparto di Ortopedia dell’ospedale Santa Maria di Misericordia.

La proroga era stata concessa dopo la precedente scadenza dello scorso 24 agosto 2019. Ad ereditare il reparto, e cercare di risollevare le sorti di un ospedale vittima di tagli continui, sarebbero dovuti, o meglio dovrebbero essere, i privati, ma i ricorsi presentati dallo stesso Policlinico di Monza contro l’assegnazione dei nosocomi di Albenga e Cairo all’Istituto Ortopedico Galeazzi hanno rimescolato le carte in tavola, gettando nuove pesanti ombre sul futuro.

Dopo il primo ricorso (accolto) e la conseguente proroga per non lasciare l’ospedale sguarnito di un reparto fondamentale, è arrivato però, una manciata di giorni fa, un nuovo ricorso del Policlinico contro l’affidamento al Galeazzi, con la scadenza della proroga ormai imminente.

E ora il Santa Maria di Misericordia potrebbe dover dire addio anche a quel reparto. Le strade, ora, potrebbero portare allo “stop” totale, ma ci potrebbe anche essere la possibilità di una nuova proroga oppure ancora dell’indizione di una nuova gara per un affidamento temporaneo del reparto stesso in attesa (e nella speranza) che le operazioni di privatizzazione vadano davvero a buon fine.

Al momento, la Regione non si è ancora espressa su queste ipotesi (potrebbe farlo proprio nella giornata odierna), ma cresce la rabbia dei pazienti del comprensorio inganno e, soprattutto, dei circa 40 lavoratori del reparto che hanno indetto un’assemblea nella giornata di domani (venerdì 21 febbraio), in ospedale, alla presenza dei sindacati.

Di seguito, l’intervento sulla materia del circolo Pd di Albenga, per voce del segretario Ivano Mallarini: “Un nuovo ricorso blocca ancora la privatizzazione dell’ospedale di Albenga. Ricorso figlio di un bando sul quale fin da subito abbiamo espresso forti dubbi. Ciò significa ancora incertezza sul futuro del nostro ospedale che va verso una lenta morte per inedia. Nel frattempo a complicare le cose giunge nuovamente a scadenza l’affidamento della gestione in convenzione del reparto di chirurgia artoprotesica al Policlinico di Monza”.

“Già lo scorso 24 agosto, la gestione del reparto era andata scadenza prima che l’ipotesi di privatizzazione dell’ospedale di Albenga fosse conclusa. La Regione, dopo la forte pressione delle amministrazioni comunali del territorio e dei lavoratori del reparto, ne aveva prorogato la convenzione sino al 22 febbraio 2020. Ma siamo di nuovo punto e a capo. A giorni scade nuovamente la convenzione e questo pone tante domande. Sappiamo inoltre che l’equipe medica da alcuni mesi non riceve regolarmente i pagamenti da parte del Policlinico e che risultano esserci ritardi nelle forniture dei materiali necessari allo svolgimento delle attività”.

“Se il reparto chiude cosa ne sarà degli interventi programmati e dei pazienti in attesa? I lavoratori del reparto rischiano seriamente il posto di lavoro; che ne sarà del loro futuro? L’ospedale di Albenga, già depotenziato in servizi ed ambulatori, come reggerà a questo nuovo colpo?”.

“L’amministrazione del Comune di Albenga ha già dimostrato forte preoccupazione sul destino del reparto di Ortopedia approvando in consiglio comunale una delibera mirata a tutelarne i lavoratori. In consiglio regionale il gruppo consigliare del PD sta presentando una interrogazione a firma di Mauro Righello, Giovanni Barbagallo e Giovanni Lunardon, nei confronti dell’assessore Viale e del presidente Toti per cercare di comprendere come si è potuti arrivare a questa situazione. Anche perché il problema sanità è purtroppo è ancora più grande e riguarda tutta la Liguria”.

“Basti ricordare che, il 2 dicembre scorso, il gruppo consigliare Pd durante il consiglio straordinario tematico sulla sanità aveva portato numerosi argomenti all’ordine del giorno e non solo la scellerata e mal gestita privatizzazione di Cairo e Albenga. Non possiamo continuare ad accettare una idea di sanità che per assenza di programmazione e gestione si trovi a dover spostare i pazienti di radioterapia dal San Martino di Genova a Savona son un pulmino per un guasto alle attrezzature”.

“Sarebbe questo l’efficiente modello di sanità stile lombardo che Toti e Viale volevano propinarci? L’unica cosa che vediamo è l’aumento del numero di liguri che per curarsi vanno fuori regione”, hanno concluso i “dem” ingauni.

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