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Regione, 4 mln per investimenti in tecnologie forestali e commercializzazione dei prodotti

L'assessore Mai: "Sarà possibile presentare progetti d’investimento, compreso l’acquisto di mezzi e attrezzature, per un valore massimo di 200 mila euro"

Regione. E’ stata aperta la sottomisura 08.6 del programma di sviluppo rurale, che prevede 4 milioni di euro a supporto degli investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, movimentazione e commercializzazione dei prodotti. Ad annunciarlo l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai.

“Con questa nuova sottomisura sarà possibile presentare progetti d’investimento, compreso l’acquisto di mezzi e attrezzature, per un valore massimo di 200 mila euro. La copertura dei finanziamenti è pari al 40% del progetto presentato” spiega l’assessore Mai.

“Saranno ammessi investimenti per l’acquisto di attrezzature dedicate al taglio, allestimento ed esbosco dei prodotti forestali, gli interventi per la realizzazione di piste forestali, la realizzazione e l’adeguamento di infrastrutture logistiche, nonché gli investimenti connessi all’uso del legno per la produzione energetica. Si tratta di una misura collegabile alla sottomisura 6.2 del PSR che finanzia l’avvio di attività forestali e che rimarrà aperta fino al prossimo 16 marzo” evidenzia Stefano Mai.

Poi specifica: “Le domande potranno essere inviate fino al 13 maggio di quest’anno e comprenderanno anche gli investimenti selvicolturali. Si tratta di finanziamenti molto importanti perché la corretta gestione dei boschi rappresenta una risorsa per tutta la Liguria. La nostra regione è boscata per oltre il 70% del suo territorio e l’attività dell’uomo in queste aree, oltre a rappresentare un’importante opportunità economica e lavorativa, rappresenta un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico”.

“Il bosco è una risorsa per la Liguria – riprende l’assessore regionale all’agricoltura – Costituisce un fondamentale polmone verde ma è evidente che va curato e quindi coltivato. Attraverso appositi piani è necessario prevedere sfoltimenti, diradamenti e piantumazioni con specie autoctone. Il bosco ben curato può anche avere un valore aggiunto caratterizzato della crescita di funghi e tartufi, oltre che essere fruito turisticamente”.

“Proprio perché l’attività selvicolturale è fondamentale per la nostra regione, abbiamo recentemente avviato un percorso di semplificazione normativa e di modifiche alla legge forestale regionale, oltre che attivato diversi progetti europei tesi a individuare nuove tipologie di intervento all’interno del bosco, in modo da garantire maggiore sicurezza e maggiori margini di guadagno ai selvicoltori” conclude Mai.

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