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Regionali Liguria, Verdi con il centrosinistra: “Sì ad alleanza con il M5S, ecco il nostro programma”

"Apertura di campo progressiste ma con la lista di Europa Verde"

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Liguria. La Federazione dei Verdi per Europa Verde ha sciolto ieri le proprie riserve sulla modalità di partecipazione alle elezioni regionali, decidendo di sostenere il candidato o la candidata scelta dal centrosinistra “nell’ambito di un programma di radicale rinnovamento ecologista”.

“In primo luogo i Verdi hanno deciso di sostenere l’apertura di campo progressista ad una intesa con i cinquestelle – spiegano poiché si ritiene che in Liguria sia necessaria una radicale svolta di governo e l’opposizione, che ha lavorato spesso unita in particolare sulle questioni sanitarie, dovrebbe elaborare un progetto politico unitario di forte caratterizzazione ecologista e civica. Su tale punto pensiamo che debba essere questo il profilo della candidata o del candidato del centrosinistra affinché con il suo dato civico ed ecologista possa parlare all’intera società ligure e sappia affermare le ragioni della nostra regione in modo autorevole dopo che nel quinquennio di governo della destra si è visto un grave arretramento delle posizioni regionali nel quadro nazionale in termini di prestazioni sociali e di qualità della vita in generale”.

“Noi crediamo che alla base vada posta la lotta al cambiamento climatico – annunciano – che dovrà essere declinata in tutti i campi. Proviamo ad elencarne i principali per rilevare i primari aspetti di un programma di radicale rinnovamento”. Eccoli di seguito:

a) SANITA’: essa deve rimanere pubblica per cui devono essere fermati i processi di privatizzazione in corso ma nel contempo occorre riaffermare il ruolo di presidio territoriale degli ospedali esistenti, puntando al miglioramento della situazione, al rinnovamento e costruzione di nuovi presidi e affermando che l’ospedale di Cairo Montenotte, ad esempio, deve essere quello di una zona disagiata. Nel contempo chiediamo un piano straordinario di assunzioni e di acquisto di attrezzature perché non si deve più assistere a ciò che sta succedendo ai malati e alle malate di Genova sottoposte a radioterapia, che vengono portate in pullman a Savona perché le apparecchiature genovesi sono in riparazione da tempo. Vogliamo poi una affermazione del principio di prevenzione primaria per ridurre i ricoveri inutili ma anche per garantire doverose forme di assistenza pre e post ospedaliera oltre alla necessità di rivedere la legge regionale sulla tutela dei diritti del malato al fine di renderla ancora più incisiva ed importante.

b) AMBIENTE: noi riteniamo indispensabile affermare la priorità delle questioni ambientali, che devono portare ad alcuni provvedimenti urgenti:
1) riduzione di tutte forme di inquinamento a favore di piani per il miglioramento della qualità dei mari e dell’aria;
2) piano energetico regionale con la netta opposizione all’utilizzo di fonti fossili a favore delle rinnovabili ed in primo luogo alla conversione della centrale ENEL di La Spezia;
3) messa in sicurezza del territorio attraverso di un piano straordinario poiché la Regione sta subendo pericolosi danni dalla situazione esistente e nel contempo occorre fermare tutte le nuove edificazioni, puntando al recupero edilizio in riduzione del suolo costruito a favore di forme di social housing, di cohusing, e di edilizia per le giovani coppie, le famiglie…
4) Occorre poi piantare più alberi possibile al fine di migliorare la vivibilità e le condizioni generali delle aree urbane.
5) Infine chiediamo che si concludano o si avviino i lavori di bonifica di tutte le aree ligure interessate poiché ACNA, Pitelli, Stoppani, diga di San Giuseppe di Cairo, arsenale di La Spezia… risuonano tuttora come gravi questioni ambientali irrisolte a cui bisogna dare risposta.
6) Su questa logica crediamo che i rifiuti possano costituire una autentica risorsa per convertire il sistema economico regionale assumendo però la prospettiva di Rifiuti Zero come programma regionale ed in particolare l’avvio generalizzato di attività di riciclo ma soprattutto di riduzione e riuso dei rifiuti valorizzando le esperienze esistenti in tale senso. Ed evitando di creare impianti sovradimensionati rispetto alle esigenze come il progettato biodigestore di Saliceti (SP), che porterebbe ad un continuo viaggio di rifiuti da Genova e dal Levante verso La Spezia se non dalla Toscana in una logica opposta a quella che vorrebbe i rifiuti smaltiti nel luogo di produzione con impianti più piccoli ed adatti.

c) PARCHI: noi pensiamo che in questi anni la destra al governo abbia accentuato l’abbandono delle aree interne, che invece contengono valori culturali, sociali ed ambientali primari. In tal senso vogliamo riprendere le fila dei parchi istituendo quello del Finale ed estendendo quello statale di Portofino oltre alla possibile statalizzazione di un nuovo parco delle aree spezzine. Il parco dovrà essere lo strumento di governo del territorio ma soprattutto il mezzo per garantire una progettazione comune ed integrata a favore dei piccoli comuni dell’interno e a favore di sistema economico, che li favorisca portando i giovani a viverci in condizioni ottimali. Infine bisogna riattivare i contratti di fiume, che possono divenire veri strumenti di governo del territorio per i bacini fluviali maggiori (Roja, Entella, Magra, Centa).

d) CULTURA: noi crediamo che essa sia la leva strategica da cui deve passare la rinascita del territorio regionale. In tale senso occorrono adeguati finanziamenti ma anche la costruzione di reti di musei e biblioteche, attuando finalmente la legge regionale in materia. Bisogna poi finanziare le strutture esistenti come il centro regionale sui dialetti e l’archivio cinematografico regionale oltre a creare forme decentrate e di circuito decentrato per teatri, cinema… Bisogna infine pensare al recupero di antiche strutture industriali a scopo culturale e per la creazione di impresa innovativa nel settore.

e) PIANI URBANISTICI: nel riprendere quanto detto al punto a) in tema di messa in sicurezza e divieto di ulteriore consumo del suolo occorre che i comuni e gli enti pubblici tornino a governare il proprio territorio come espressione delle cittadine e dei cittadini senza più essere soggetti alle decisioni dei privati facendo costruire a loro opere pubbliche per importi corrispondenti agli oneri di urbanizzazione. In questo quadro passa attraverso lo strumento urbanistico la difesa e il rilancio del piccolo commercio fermando la continua costruzione di nuovi e inutili centri commerciali, vero e proprio nonluogo antropologico.

f) INFRASTRUTTURE: noi crediamo che la prima emergenza della Liguria sia mettere in sicurezza tutta la rete stradale ed autostradale, che ha dato evidenti segni di grave difficoltà mentre poi riteniamo necessario una cura del ferro per la nostra regione ovvero spostare tutto il traffico merci e privato su rotaia attraverso misure urgenti come i raddoppi della Pontremolese, della Savona-Torino e Savona-Alessandria, adeguandola ai traffici portuali, della tratta urbana genovese, della linea del ponente ligure. Bisogna poi puntare a scelte decisive per il trasporto pubblico su gomma con nuovi mezzi ma anche una scelta definitiva per la metropolitana di Genova e per la mobilità della Valle Bisagno. Infine crediamo che i trasporti nelle varie province debbano essere rivisti integrandosi col servizio ferroviario ma soprattutto con il sistema dei parcheggi al fine di garantirne una gestione volta a favorire una mobilità di servizio e non inquinante.

g) ANIMALI: noi crediamo che vi siano numerosi problemi sulla gestione degli animali e che vadano favorite le scelte di metodi nonviolenti per il contenimento degli animali selvatici eliminando la caccia di selezione. Vi sono poi due dati importanti:
a) necessità di favorire la polizia regionale, che deve essere ricostituita ed avere compiti precisi di cura delle aree interne nel rispetto della legge sulla caccia;
b) finanziare e garantire l servizio di raccolta degli animali selvatici, che è un compito pubblico oggi lasciato nelle mani di volontari con contributi pubblici assenti o ridotti.
Infine pensiamo che debbano essere sostenuti i comuni che vietino circhi con animali e che adottino un regolamento sui diritti animali oltre alla necessità di introdurre linee regionali sui lavori nei fiumi in modo da essere rispettosi della fauna locale sia stanziale che migratoria.

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