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Regionali Liguria, della votazione sull’alleanza per il M5s neanche l’ombra: Orlando riprende quota

Un'altra settimana di attesa senza novità in chiave campagna elettorale, e dal centrosinistra arriva l'ultimatum

Regione. In queste ore la questione Coronavirus ha occupato le scene, come è giusto che sia, e oscurato quasi ogni altro tema. Anche perché in Liguria la Regione ha deciso di attuare una serie di misure preventive che non possono che fare discutere. Però l’agone politico continua a fare il suo corso. Anzi, a non farlo.
La settimana scorsa si è chiusa, e se n’è aperta una nuova, senza che sul Blog delle Stelle – l’organo web ufficiale del M5s – venisse minimamente fatto un accenno alla possibilità di una votazione sulla piattaforma Rousseau sull’alleanza con il centrosinistra in chiave elezioni regionali. Non solo, dal movimento arrivano voci di una probabile nuova riunione di vertice prima di dare – se mai ci sarà – il via libera.

Una settimana e oltre dopo l’assemblea degli attivisti liguri alla sala Cap quindi ancora nessuna novità ma un vero e proprio stallo che potrebbe portare il Pd e gli altri potenziali alleati di centrosinistra a dire “basta” e correre da soli. Anche perché gli ultimi sondaggi di cui si è sentito parlare (quelli fatti effettuare da Toti, va detto) sono talmente poco incoraggianti che anche l’alleanza Pd-M5s potrebbe non bastare a garantire una corsa ad armi pari.

Un’altra settimana – che potrebbe essere ancora più complicata della precedente visto che alle dinamiche ligure si sovrappongono quelle nazionali e di governo – ma probabilmente anche meno. Tanto sono disponibili ad attendere in via Maragliano, la sede genovese dei Dem, dove già è pronta da giorni una “delegazione trattante” sui temi di un potenziale programma comune.
In questo quadro anche il tema dei candidati cambia contorno. Ferruccio Sansa, il nome civico che avrebbe dovuto tenere insieme – a detta di alcuni – le istanze pentastellate e quelle del canonico centrosinistra sarebbe a un passo dal gettare la spugna. Non il suo sfidante, l’autocandidato Aristide Massardo, che però resta ancora lontano dai radar Pd. Riprenderebbe quota, nel caso di corsa elettorale autonoma, l’uomo di partito, il già ipotizzato da tempo, ex ministro Andrea Orlando.

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