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Next Generation Maldini: è scoccata l’ora della stellina Daniel

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Si può certamente affermare, che quella dei Maldini sia come una leggenda che continua, stupendo tutti, di generazione in generazione. Domenica 2 febbraio al 93′ di Milan-Verona ha infatti esordito in Serie A Daniel, figlio secondogenito di Paolo e nipote di Cesare.

Maldini Jr è entrato al posto di Castillejo, debuttando così in massima serie all’età di 18 anni. A fine partita, la giovane promessa del calcio italiano ha così commentato il suo debutto: “Il mio esordio è stato un sogno, peccato per il risultato. Ho provato un’emozione forte ma mio padre mi ha tranquillizzato”. L’allenatore rossonero, Stefano Pioli, lo ha elogiato: “Daniel ha classe. L’ho buttato dentro sperando che avesse la palla giusta per cambiare il risultato. Il ragazzo ha qualita’ e credo che abbia delle buone potenzialità ma bisogna dargli il tempo di maturare”.

Dalle colonne dei giornali, Mauri Bianchessi, ex responsabile del settore giovanile rossonero, ha voluto parlare di Daniel evidenziandone pregi e difetti: “Calcisticamente non somiglia per niente al papà. Hanno caratteristiche diverse in quanto rende al meglio se utilizzato da seconda punta o trequartista. Mette in porta gli altri e vede la porta per sé: ha tecnica, fantasia, visione di gioco. È un sudamericano, ed in questo ha ereditato la parte venezuelana della mamma. E fisicamente ha ancora notevoli margini di miglioramento. Nelle giovanili ha trascorso anni in cui ha giocato e altri in cui l’ha fatto poco. Faticava perché atleticamente era indietro. Ma ci abbiamo creduto e lo abbiamo aspettato: quando aveva 14 anni si presentò la possibilità di prendere un suo coetaneo che oggi è alla Juve. Scelsi di non prenderlo perché ero sicuro che una volta completato il suo sviluppo, con le doti tecniche che aveva, sarebbe potuto diventare un giocatore importante. L’esordio contro il Verona è stata una vittoria per tutti”. Anche Alessandro Lupi, ex allenatore della Primavera del Milan, si è pronunciato di recente: “Gli ho dato consigli, per la sua crescita educativa e calcistica. Lui ci ha sempre creduto, è un ragazzo caparbio. Ha una dote particolare: non soffre la pressione”.

Per quanto mi riguarda questa entrata di Daniel nel calcio che conta mi fornisce l’occasione di tonare indietro nel tempo e di ricordare ai tanti appassionati del settore giovanile la grande figura di Carlo Pizzorno, un vero amante dei vivai.

Era il primo maggio 2015. La cornice quella del 3° Torneo Internazionale di Carcare dedicato a Jack Comparato. Come sempre stavo al fianco dell’indimenticato compianto promoter quando l’ex terzino mancino del Milan e della Nazionale, Paolo Maldini (che sembrava fosse in predicato di tornare in società, come dirigente, nel caso Bee Taechaubol ne fosse diventato il nuovo presidente rossonero) si materializzò d’incanto sui gradoni dello stadio Corrent per assistere alle prestazioni del figlio.

Fu tanta l’emozione nel vivere da vicino la presenza di un così grande campione. Una bandiera, una colonna del calcio rossonero, italiano e mondiale. Daniel, attaccante classe 2001, sarebbe stato impegnato duramente di lì a poco nel derby tra Milan e Inter (perso di misura), come da tradizione congegnato a regola d’arte da patron Pizzorno.  Dopo Juventus e Atalanta, fu il Torino in quell’edizione riservata alla categoria Giovanissimi 2001 a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del “Memorial Giacomo Comparato”.

Dal dischetto si risolse invece la finalina valida per il terzo posto, che ha premiò la sorprendente Vicenza, ai danni dei nerazzurri. Decidemmo, non senza qualche patema d’animo (dovevamo fare i conti con il giudizio di chi ci avesse considerato condizionati dall’illustre paternità, come spesso ahimè accade) di premiare il talento innato di Daniel che nel corso della manifestazione aveva dilettato i palati fini con giocate in cui si intravvedeva estro e genialità.

Non ci sbagliavamo e non ci siamo sbagliati. Avevamo visto giusto, come tante altre volte (da El Shaaravy a Moise Kean passando per Pellegri). La scorsa primavera, non senza provare tanta emozione e nostalgia (Pizzorno ci aveva da pochi mesi lasciato) ho rivisto Daniel trascinare i diavoli agli ottavi della Viareggio Cup con una doppietta. Era il giocatore più atteso e dopo essere rimasto a secco nella gara inaugurale, si era rimesso in pari colpendo due volte contro lo Spezia, andando a segno su punizione e siglando il definitivo 3-2.

Caro Carlo, come vedi non ci siamo sbagliati né a premiarlo (se lo era merito sul campo) né ad intuire che dietro a quel gran destro e a quei dribbling (evviva) stava nascendo una stella. Ciao Direttore.

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