I cani delle forze di polizia avranno la pensione: per loro spese veterinarie gratuite dopo il congedo - IVG.it
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I cani delle forze di polizia avranno la pensione: per loro spese veterinarie gratuite dopo il congedo

Lo prevede una nuova misura varata dal governo, che accoglie così l'appello lanciato dal Sap ligure

Liguria. I cani delle forze di polizia avranno la pensione: una volta congedati, gli agenti a quattro zampe potranno continuare a ricevere assistenza sanitaria esattamente come avveniva quando erano in servizio. Lo prevede una recentissima misura varata dal governo, che ha così “accolto” l’appello del Sap (appello partito proprio dalla Liguria e dai microfoni di IVG.it per voce di Francesco Piliego) a non dimenticare questi validi agenti, sempre pronti a portare il loro fondamentale contributo in ogni frangente.

“I cani della polizia, ma anche tutti i cani che prestano servizio nelle amministrazioni dello stato (VVF ecc) sono colleghi a tutti gli effetti, vivono la loro vita lavorativa e non solo al fianco dei loro conduttori per molti anni – spiegava qualche mese fa Piliego – Come noto, durante l’operatività, i cani della polizia sono totalmente a carico dell’amministrazione. Il problema, come sollevato, non è l’abbandono del cane. Infatti, grazie alla vicinanza di colleghi specialisti che fanno parte degli specialisti cinofili della polizia, nella stragrande maggioranza dei casi, quasi la totalità, i cani vengono adottati dai loro conduttori al momento della pensione. Dal momento che la loro attività operativa cessa, però, perdono qualsiasi tipo di assistenza, la quale rimane totalmente a carico del conduttore, come qualsiasi privato cittadino o dello stesso privato cittadino che lo ha adottato”.

“Noi consideriamo i cani come dei veri e propri servitori dello Stato. Con il termine del loro lavoro non termina la loro esistenza, anzi, in parecchi casi, siccome il cane considera la propria attività lavorativa un gioco ed un divertimento insieme al suo conduttore, produce più problematiche interrompere improvvisamente la loro attività addestrativa. Alcuni cani, considerata la vita operativa che prevede molti sacrifici sia di natura psicologica che fisica, vengono pensionati proprio per problematiche relative alla tipologia di servizio che svolgono, con magari terapie costose da svolgere che, al momento del pensionamento, sono totalmente a carico del conduttore e non più dell’amministrazione. Noi crediamo che l’amministrazione debba esprimersi su questi argomenti, che oltre ad essere attuali, migliorerebbero il benessere dei quadrupedi e non solo, evitando che il conduttore sottragga magari risorse alla sua famiglia per continuare cure o terapie che il cane fino al giorno prima erano a carico dell’amministrazione. Crediamo che i cani della polizia, che assicurano tutti i giorni la sicurezza sul territorio nazionale, meritino approfondite riflessioni, non solo sull’elevatissima efficienza in servizio, come piu’ volte dimostrato non solo sul territorio Ligure”.

Ebbene, il Sap ha vinto la propria battaglia: una recentissima misura varata dal governo, infatti, stabilisce che “a decorere dal primo gennaio 2020 il personale delle forze di polizia a ordinamento civile e militare conduttore di cani riformati in quanto non più idonei al servizio può ottenerne, in via prioritaria, la cessione a titolo gratuito. Nei casi di cui al primo periodo [cioè di cani adottati da personale di polizia civile], nei confronti di ciascun cane continua ad essere assicurata l’assistenza veterinaria, entro il limite di spesa annuale di 1.200 euro”.

I cani di polizia “pensionati”, dunque, potranno godere di spese veterinarie gratuite fino a mille e 200 euro l’anno. Una importante vittoria per il Sap e, soprattutto, la giusta ricompensa per questi servitori dello Stato.

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