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“Europa Verde” lancia la sua battaglia ecologista: “Bonifiche ambientali ferme al palo”

Presenza nel campo progressista per afferma un programma di sviluppo sostenibile e difesa della salute

Savona. I Verdi faranno parte della coalizione progressista in corsa per le regionali e i prossimi appuntamenti elettorali e da Savona arriva il plauso per l’accoglimento delle proposte programmatiche da parte delle forze di sinistra della coalizione.

Una radicale conversione ecologica e civica della Liguria, su cui punta Europa Verde, “un processo in costruzione di una nuova formazione politica che assume la lotta al cambiamento climatico quale paradigma per l’azione politica e l’affermazione dei valori costituzionali, quale strumento primario per la creazione di una Italia nuova e diversa. Su queste basi noi di Europa verde non faremo sconti a nessuno nè nel denunciare le responsabilità del passato nè nell’essere intransigenti nell’affermazione dei valori della cultura, della solidarietà e della difesa dell’ecosistema” afferma Danilo Bruno dei Verdi savonesi.

“Facciamo un esempio di una cosa in cui in Liguria si parla poco se non quasi mai: le bonifiche ambientali. I veleni hanno riempito il nostro territorio e i nomi di Acna, Stoppani, Pitelli, San Giuseppe di Cairo (diga), Tirreno Power, centrale Enel di La Spezia, arsenale di La Spezia (in primo luogo l’amianto) risuonano ancora, a significare una stagione che non vogliamo più vedere e mai più ripetere” aggiunge.

“A questo punto coloro che si riconoscono nelle nostre posizioni perchè non compiono un gesto coraggioso e vengono nelle nostre liste anche come indipendenti per affermare un diverso modello di crescita, soprattutto una conversione ecologica dell’economia dove a trionfare siano in primo luogo le ragioni della salute di noi tutti e tutte e dell’ecosistema: creare un nuovo sistema economico dove l’occupazione non sia mai superiore ad altri valori e dove finalmente le responsabilità politiche (a destra come a sinistra) siano individuate e soprattutto certe politiche disastrose dal punto di vista ambientale siano abbandonate”.

“Taranto purtroppo ha insegnato come Casale Monferrato e altri luoghi che non esiste una politica occupazionale a detrimento della salute e dell’ambiente, che sono valori superiori a tutto, ma soprattutto che non è più possibile “vendersi per i celebri quaranta denari” in nome di una occupazione di scarso valore e pericolosa”.

“Quindi, care sinistre estreme, se veramente siete ecologiste e agite a tutela dell’ecosistema venite sotto il nostro simbolo, unica garanzia di un programma di radicale conversione ecologica dell’economia, come Alex Langer ci ha insegnato…” conclude l’esponente dei Verdi savonesi.

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