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I Magazine di IVG.it - L'Angolo dei Curiosi

Di tasti e meraviglie

"L'Angolo dei Curiosi" è la rubrica per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere: ogni giovedì con Giulia Grenno

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Sessant’anni fa ci lasciava Adriano Olivetti mentre stava viaggiando su un treno diretto a Losanna. Improvvisamente. A cinquantanove anni.

Grazie alla celebre azienda di famiglia, ha portato alla comunità diverse innovazioni e un meraviglioso modo di raccontare quanto stesse creando come la iconica Lettera 22.

Ecco quanto viene raccontato su storiaolivetti.it, sito dedicato all’Archivio Storico Olivetti:

“Negli anni ’50 l’Olivetti dedica una particolare attenzione alle campagne pubblicitarie per la Lettera 22. Il nuovo modello di portatile è rivoluzionario, leggero e solido, con una forma appiattita fino ad allora sconosciuta.
La novità, oltre che nel design di Marcello Nizzoli e nelle caratteristiche tecniche, risiede nelle categorie di utenti a cui la Lettera 22 si rivolge.
La prima portatile Olivetti, la MP1 del 1932, era destinata alla medio-alta borghesia. La Lettera 22, invece, è per il mercato di massa; l’Olivetti vuol farne uno strumento della vita quotidiana di tutti.
La qualità e le prestazioni sono eccellenti, il prezzo è accessibile, si aggira sulle 40 mila lire (corrispondenti a meno di un mese di retribuzione di un impiegato medio di quell’epoca), ma per mantenerlo basso occorre realizzare forti economie di scala, ovvero grandi volumi di vendita.
E allora la pubblicità deve sensibilizzare i potenziali clienti, mettere in rilievo il valore culturale dell’oggetto, un dono intelligente che fa felice il destinatario e qualifica il donatore, uno strumento utile, facile da usare, da portare con sé dovunque si vada. Le immagini sono fortemente centrate sulla figura del prodotto, ma spesso sono accompagnate da un testo (es. “leggera come una sillaba, completa come una frase”) che accentua alcune connotazioni della macchina. Alla stesura dei testi in seguito collaborano intellettuali e scrittori come Franco Fortini e Giovanni Giudici.
Spesso le festività natalizie diventano l’occasione per campagne che propongono la Lettera 22 come un dono ideale. Giovanni Pintori disegna locandine dove vi sono lettere che ammonticchiate su una carriola formano un albero di Natale; sagome di Lettera 22 accompagnate da mazzi di fiori per creare il senso del dono…
Anche la scuola è un tema ricorrente: la Lettera 22 viene proposta come strumento prezioso per lo studente, un dono che serve come incentivo o come premio per i risultati ottenuti.”

Nell’azienda i dipendenti potevano usufruire di tutti i servizi messi loro a disposizione: avevano buoni stipendi, vivevano vicino allo stabilimento in abitazioni che rispettavano la bellezza dell’ambiente ed erano dedicate loro diverse convenzioni.
Inoltre, “all’interno della fabbrica l’ambiente era diverso: durante le pause i dipendenti potevano servirsi delle biblioteche, ascoltare concerti, seguire dibattiti, e non c’era una divisione netta tra ingegneri e operai, in modo che conoscenze e competenze fossero alla portata di tutti. L’azienda accoglieva anche artisti, scrittori, disegnatori e poeti, poiché l’imprenditore Adriano Olivetti riteneva che la fabbrica non avesse bisogno solo di tecnici ma anche di persone in grado di arricchire il lavoro con creatività e sensibilità” (Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti).

Perchè?
Perchè Adriano Olivetti credeva fermamente nell’idea di comunità dove, attraverso la cooperazione di tutte le forze in gioco, sarebbe stato possibile eliminare le differenze economiche, ideologiche e politiche ed ampliare questo progetto fino ad respiro nazionale.

Visto attraverso gli occhi di Adriano Olivetti, il mondo non sembra niente male, non trovate?

Ciao curiosi, a presto e ricordate:

“Per imparare a scrivere a macchina ci vogliono un foglio e una macchina per scrivere.
Il foglio può essere un qualsiasi foglio. La macchina deve essere una Olivetti Lettera 22”.

“L’Angolo dei Curiosi” è la rubrica di IVG a cura di Giulia Grenno per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere, ritrovarsi o dissentire. A Giulia piacciono il profumo dei libri, il rumore della puntina che tocca il vinile, il buio in sala quando sta per iniziare un film, l’odore delle cartolerie, il ticchettio della macchina da scrivere, i ritratti in bianco e nero, le prospettive diverse, fermarsi col naso all’insù.
Se ti piace almeno una di queste cose, prenditi una pausa insieme a noi
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