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Coronavirus, scuole aperte o chiuse? Gli esperti: “Tornare subito alla normalità”

Gli infettivologi ribadiscono: "In Liguria nessun rischio, ma la decisione spetta alla politica"

Genova. Tornare subito alla normalità. Almeno in Liguria, dove al momento non c’è alcun rischio di propagare il contagio da coronavirus. È quello che sostengono gli esperti convocati dall’unità di crisi dell’Università di Genova, riunita oggi per la prima volta a una settimana dall’inizio dell’emergenza nazionale. Anche se, chiariscono tutti in coro, “la decisione sarà di tipo politico”.

“Al momento sul territorio ligure non abbiamo alcun caso autoctono – spiega Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di igiene dell’Università di Genova – perché sia i casi di Alassio che quello nello spezzino hanno una stretta correlazione epidemiologica con le zone calde. Se dovessi decidere oggi, premesso che la decisione sarebbe politica, il mio parere tecnico sarebbe che il ritorno alla normalità ci può stare tutto”.

“Auspico come tutti un ritorno alla normalità – ribadisce Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del policlinico San Martino -. La scorsa settimana c’è stato un innalzamento del livello di attenzione che viene dal governo centrale. Le Regioni si sono dovute adeguare. Se adesso si deciderà diversamente, io personalmente lo condivido. Se la decisione sarà diversa, da uomo del sistema sanitario nazionale obbedirò. Da libero cittadino dico che sarebbe giusto tornare molto rapidamente a una situazione di normalità”.

Ma allora perché revocare le misure assunte quando il numero dei contagiati era molto più basso di oggi? “Vi ricordo che erano passate 36 ore da quando avevamo un caso confermato dall’Oms con un quadro epidemiologico che evolveva di ora in ora – spiega Filippo Ansaldi, direttore della prevenzione di Alisa – Ora abbiamo accumulato una settimana di esperienza, abbiamo imparato qual è l’impatto del virus, sappiamo cosa è successo in Lombardia e in Veneto”.

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