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Coronavirus, cosa fare se pensate di averlo contratto: le indicazioni della Regione Liguria

Toti e Viale: "Chiamate immediatamente il 112 ed evitate di andare al pronto soccorso"

Liguria. “In Liguria applichiamo in modo estensivo il protocollo dell’isolamento volontario non solo agli studenti ma anche agli adulti fin dall’inizio dell’emergenza, prima che questa prassi fosse assunta, su nostra richiesta, anche a livello nazionale. L’indicazione generale in caso contatti con persone arrivate da aree a rischio e con sintomi riconducibili all’infezione è quella di non andare in pronto soccorso ma di contattare immediatamente l’112, evitando ogni rischio di contagio. Sul sito e gli altri canali di Regione Liguria sono disponibili informazioni puntuali per la popolazione, indicazioni e semplici regole per valutare eventuali situazioni di rischio”.

Sono le indicazioni fornite dal presidente ligure Giovanni Toti durante la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione del coronavirus in Liguria, dove al momento non risultano né casi confermati né casi sospetti.

“Non ci sono casi di contagio da Coronavirus in Liguria. Tutti gli esami effettuati oggi sia sulla famiglia rientrata dalla Cina sia sul cittadino arrivato a Genova da Hong Kong hanno dato esito negativo. In relazione alla partecipazione del paziente positivo a Coronavirus ricoverato in Lombardia alla maratona di Portofino del 2 febbraio scorso, i nostri esperti hanno escluso rischi per gli altri podisti presenti alla competizione e per gli altri possibili contatti in quell’occasione. Il nostro sistema sta funzionando bene, con il monitoraggio costante della situazione”.

Il presidente Toti ha sottolineato che “in Liguria applichiamo in modo estensivo il protocollo dell’isolamento volontario non solo agli studenti ma anche agli adulti fin dall’inizio dell’emergenza, prima che questa prassi fosse assunta, su nostra richiesta, anche a livello nazionale. L’indicazione generale in caso contatti con persone arrivate da aree a rischio e con sintomi riconducibili all’infezione è quella di non andare in pronto soccorso ma di contattare immediatamente l’112, evitando ogni rischio di contagio. Sul sito e gli altri canali di Regione Liguria sono disponibili informazioni puntuali per la popolazione, indicazioni e semplici regole per valutare eventuali situazioni di rischio”.

In Liguria è stata costituita fin da subito una task force “coordinata da Alisa con gli esperti delle Asl, dell’Ospedale Policlinico San Martino, con il sistema del 112 e del 118 – ha aggiunto la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale – in modo da poter applicare gli stessi modelli di presa in carico e gli stessi comportamenti su tutto il territorio, con uno scambio puntuale e costante di informazioni. Voglio ringraziare tutti i nostri operatori sanitari e anche le pubbliche assistenze, ricordando che in ogni Asl c’è un’ambulanza dedicata per l’attivazione del protocollo di intervento. Voglio anche evidenziare che i sistemi sanitari regionali stanno affrontando la situazione con risorse proprie”.

Il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino ha poi aggiunto che “il sistema funziona” invitando tutti ad “abbassare un po’ i toni. Ad oggi – ha spiegato – in Italia c’è un numero di casi limitato, inferiore a quelli registrati in Francia o Germania. Il messaggio dev’essere tranquillizzante, anche perché il tasso di mortalità legato a questa infezione è inferiore 0,5% fuori dalla Cina quindi questa malattia non ci fa paura, siamo perfettamente in grado di gestirla al meglio”. Circa le richieste avanzate da alcuni cittadini di effettuare il test per il coronavirus, Bassetti ha affermato che “non è possibile e non avrebbe alcun senso farlo”.

Per quanto riguarda il caso del paziente positivo al coronavirus ricoverato in Lombardia e tra i partecipanti alla maratona di Portofino del 2 febbraio scorso, il professor Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione di Alisa, ha spiegato che “non ci sono pericoli per gli atleti che hanno partecipato alla maratona e che potrebbero essere entrati in contatto con il podista lombardo risultato oggi positivo al coronavirus e ricoverato in Lombardia. Ci sono due motivi per escludere rischi: in primis, è stato accertato che l’esordio dei sintomi nel paziente è avvenuto tra 16 e 17 febbraio scorso. Andando indietro fino a 14 giorni, che è il periodo massimo di incubazione – tenuto conto tuttavia che il periodo medio varia da 3 a 5 giorni – si arriva al 3 di febbraio. Inoltre è stato evidenziato che, qualora qualcuno fosse stato contagiato, i primi casi sarebbero dovuti comparire al massimo intorno al 16 febbraio mentre non si ha notizia di casi positivi in Liguria”, ha concluso Ansaldi.

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