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Coronavirus, a Genova vertice con la protezione civile: nessun caso ma decine di persone in isolamento

Alle 10.30 in prefettura riunione con Toti, sindaci e rappresentanti del Governo. Potenziata la task-force regionale, boom di chiamate al 112

Genova. Cresce anche in Liguria la preoccupazione per l’epidemia di coronavirus. Al momento non risultano casi di contagio, ma il morbo è presente nelle regioni confinanti, soprattutto in Lombardia dove sono state varate chiusure a tappeto. Oggi sarà il giorno del vertice in prefettura a Genova con il governatore Giovanni Toti, i sindaci, i prefetti delle altre province e il coordinamento della protezione civile. La riunione è convocata alle 10.30 per fare il punto sulle misure da adottare in sinergia con le indicazioni che arrivano da Roma.

A Levanto, sulla riviera spezzina, sono in isolamento volontario i 36 giovani sbandieratori e gli 8 accompagnatori che il 16 febbraio avevano partecipato al carnevale di Codogno, il paese nel Lodigiano dove è stato ricoverato in gravi condizioni il primo paziente contagiato in Italia. Una misura “precauzionale, adottata solo per prudenza visto che gli abitanti hanno manifestato preoccupazioni al sindaco”, ha spiegato ieri l’assessore alla sanità Sonia Viale.

Nessuno di loro presenta sintomi e non risultano che abbiano avuto contatti con persone potenzialmente infette: per questo non sono stati sottoposti al tampone per rilevare il coronavirus, ma rimarranno comunque 14 giorni a casa. E non è vero che Levanto è tra i Comuni che il ministero della salute ha fatto circoscrivere: si tratta di una fake news costruita ad arte e diffusa sui social modificando la foto di una schermata televisiva.

Un uomo risulta in isolamento volontario a Sanremo dopo essere rientrato dalla Cina, ma è risultato negativo al test, mentre nello stesso comune un altro paziente è ricoverato in ospedale ma per una semplice influenza.

Intanto si lavora per potenziare la task-force regionale con un nuovo ambulatorio dedicato alla prevenzione. A rischio collasso il 112, dove sono in aumento le chiamate di chi ha sintomi influenzali e ritiene di poter essere stato contagiato. Dalla federazione dei medici di famiglia è partito un appello agli assistiti: “Non assediateci e contattateci per telefono”. I dottori saranno reperibili per 12 ore al giorno, lasciando alla guardia medica la gestione delle chiamate notturne, e qualora ritenessero di avere a che fare con casi sospetti chiameranno direttamente il numero unico d’emergenza.

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