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Cantieri fantasma in autostrada: “Tasse non pagate e contributi mai versati”. Scoperta maxi evasione

Inchiesta partita dall'intervista choc di un ex dipendente a Genova24. Ora 100 lavoratori a rischio disoccupazione senza sussidio

Alessandria. Da una parte non pagavano l’Iva, dall’altra usavano crediti di società fittizie per compensare il mancato versamento dei contributi previdenziali ai danni dei dipendenti. A scoprire la maxi evasione fiscale è stata la guardia di finanza di Alessandria che ha messo nel mirino la cooperativa Sanguglielmo, diventata poi Secureway, la stessa che per conto di Autostrade si occupava della segnaletica nei cantieri anche nelle tratte liguri. L’inchiesta, come riporta il quotidiano online Alessandria Oggi, ha subito un’accelerata dopo l’intervista a Genova24 di un ex lavoratore, Giuseppe Grillo, che denunciava gravi rischi per la sicurezza e ripetute violazioni da parte dell’azienda.

La vicenda della Sanguglielmo era finita sotto i riflettori per il caso dei “cantieri fantasma” segnalati da molti utenti durante l’emergenza autostradale in Liguria negli ultimi mesi del 2019. Una serie di restringimenti di carreggiata che mandavano in tilt il traffico senza un apparente motivo, visto che non c’erano operai a lavorare. Il motivo, in realtà, era che il personale incaricato di rimuovere la segnaletica non percepiva lo stipendio da mesi. E non solo: i dipendenti avrebbero dovuto addirittura pagare il pedaggio di tasca loro per raggiungere il luogo di lavoro con la propria auto. Una situazione critica che i sindacati denunciavano da mesi, senza mai ottenere risposte.

Ora il blitz delle fiamme gialle alessandrine che ha portato a galla il meccanismo di evasione. La ditta ha omesso di versare l’Iva per oltre un milione di euro, usando quei soldi per pagare una parte dei contributi. Ma al tempo stesso dichiarava crediti fantasma, usando società che esistevano solo sulla carta, in modo da eludere le quote dovute all’Inps per un totale di 900mila euro e ritenute d’acconto per mezzo milione. Così riusciva non solo a risparmiare sui costi ma anche a ottenere il Durc, documento che certifica la regolarità contributiva, necessario per partecipare ad altre gare e ottenere così appalti alterando la concorrenza.

La cooperativa Sanguglielmo, fondata dall’imprenditore Alessandro Petruccelli con sede a Rivalta Scrivia, è riconducibile attraverso un sistema di controllate al gruppo Gavio, titolare di concessioni su tre tratte autostradali in Liguria (la A6 Savona-Torino, la A10 Savona-Ventimiglia e la A12 Sestri Levante-Livorno). Da Autostrade aveva ottenuto l’appalto per il presidio, la segnalazione e la rimozione dei cantieri su tutte le tratte gestite in regione (A7, A10, A12 e A26). Nel 2019 tutte le maestranze erano passate a Secureway, altra cooperativa intestata a un parente di Petruccelli. Ma la situazione è ulteriormente peggiorata.

Adesso, di 180 dipendenti, sono ancora 35 quelli rimasti nel limbo, senza stipendio e senza alternative. Alcuni sono stati assunti da società che lavorano per Autostrade o altre concessionarie, ma hanno perso gran parte delle tutele contrattuali. “Tra Genova e Alessandria abbiamo circa 100 lavoratori in causa – spiega Giovanni Ciaccio, segretario ligure della Uiltrasporti – e ovviamente ora anche coloro che hanno dato le dimissioni per giusta causa rischiano di vedersi negare la disoccupazione, visto che i contributi non risultano pagati“.

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