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Bombardier vende il settore Transportation alla francese Alstom. Cgil in allarme: “Subito garanzie per Vado”

L'intera divisione ceduta per 8,25 miliardi di dollari, il cambio di proprietà dovrebbe completarsi a inizio 2021

Vado Ligure. Oggi il gruppo Bombardier ha annunciato la vendita a globale della divisione Transportation al gruppo francese Alstom per 8,25 miliardi di dollari. La cessione, che interessa anche lo stabilimento di Vado Ligure, sarebbe stata fatta, secondo la Cgil savonese, “per far fronte alla pesantissima situazione debitoria per 9 miliardi di dollari”.

“In questo modo – tuona il segretario di Fiom Cgil Andrea Mandraccia – Bombardier decide di concentrare la propria attività sul settore Aerospace, che ha in gran parte generato il suo pesantissimo debito. Da tempo abbiamo sostenuto pubblicamente, anche al tavolo ministeriale, come quella di Bombardier non fosse una condizione finanziaria più sostenibile e come, in una situazione del genere, le attività e l’occupazione, particolarmente in Italia, fossero a rischio. Per questo ci siamo detti favorevoli alla costruzione di una partnership in grado di rilanciare le attività di Bombardier in Italia a cominciare dallo stabilimento di Vado Ligure”.

“L’ottica in cui stavamo ragionando, però, era molto più parziale e molto meno radicale rispetto allo scenario stasera annunciato – ammette il sindacalista – Prendiamo atto che sino all’ultimo Bombardier ha ritenuto di lasciare i lavoratori e le organizzazioni sindacali all’oscuro in merito a quanto stava trattando. A pochissime ore infatti dall’ammissione delle trattative in corso da parte del presidente della divisione Transportation arriva l’annuncio ufficiale della vendita e dunque l’inizio di un processo che dovrebbe essere portato a compimento ad inizio del prossimo anno”.

“Di certo non possiamo dirci rassicurati dall’impegno annunciato a fare in modo che Alstom mantenga i livelli occupazionali e condizioni di lavoro ad oggi assicurati – spiega Cgil – È assolutamente indispensabile che inizi il prima possibile il confronto per capire a cosa porterà questa vendita, a partire ovviamente dai livelli occupazionali e dal piano industriale. Per questo chiediamo che il Governo si faccia parte attiva in questa nuova vertenza che interessa due delle quattro aziende che nel nostro Paese producono materiale rotabile in un momento caratterizzato da importantissimi investimenti nel settore ferroviario. È arrivato il momento che la politica dimostri di essere capace di mettere in campo politiche industriali e di essere autorevole con le multinazionali”.

“Come FIOM e CGIL Savona – conclude Mandraccia – continueremo a batterci per la difesa ed il rilancio del sito produttivo di Vado Ligure nel momento storico in cui lo stesso diventa ancora più strategico grazie alla vicinanza con la piattaforma APM Terminals. I lavoratori meritano risposte e, se necessario, si mobiliteranno per ottenerle”.

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