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Azzerato il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Savona: sette membri rassegnano le dimissioni

A fine gennaio il Consiglio Nazionale Forense aveva dichiarato nulla l'elezione del presidente, di tre consiglieri e del tesoriere

Provincia. Nuovo terremoto all’interno del consiglio dell’ordine degli avvocati di Savona.

A seguito di una riunione tenutasi quest’oggi, i consiglieri Elisabetta Ferrero, Paolo Dogliotti, Barbara Pasquali, Alessandra Magliotto, Claudia Arduino, Mario Noberasco e Giuseppe Farrauto hanno rassegnato le dimissioni dal loro incarico.

I dimissionari hanno motivato così la loro decisione: “L’attuale composizione del consiglio non può essere ritenuta rappresentativa della volontà degli elettori. Questi ultimi, infatti, ritenendo necessario che gli eletti siano il risultato della manifestazione della volontà di tutti gli iscritti dell’ordine degli avvocati di Savona, ritengono necessario che vengano indette elezioni plenarie e non supplettive”.

Giusto a fine gennaio il Consiglio Nazionale Forense aveva dichiarato nulla l’elezione del Fabio Cardone, dei consiglieri Alessandro Aschero, Mario Spotorno, Daniela Giaccardi e del tesoriere Mario Randacio.

Gli avvocati colpiti dal provvedimento, in particolare, secondo l’organismo di rappresentanza istituzionale dell’avvocatura italiana avrebbero svolto diversi mandati consecutivi nelle medesime funzioni. Fatto, quest’ultimo, che avrebbe portato il suddetto organo a prendere la decisione di annullare la proclamazione dei cinque avvocati eletti nell’ordine savonese. La Corte Costituzionale, infatti, con una sentenza aveva ritenuto legittimo il divieto di terzo mandato per la carica di consigliere dell’ordine degli avvocati.

I consiglieri dell’ordine di Savona, a fronte del ricorso proposto dagli avvocati Lucrezia Novaro, Carla Giuliani e Giovanni Sanna per l’impugnazione delle elezioni avvenute in data 10 e 11 gennaio 2019, avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale della legge che ha stabilito il divieto del terzo mandato consecutivo per i componenti del COA, così come peraltro già previsto nella legge professionale del 2012 e in ogni altra norma relativa ai sistemi ordinistici. La Corte Costituzionale, inoltre, aveva stabilito che la legge in quel caso non si applicava retroattivamente. La Consulta aveva richiamato anche la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che aveva già escluso l’applicazione retroattiva della norma, che sancisce il divieto di terzo mandato.

Ora, a meno di due settimane di distanza dalla prima, ecco un’altra “scossa” che, di fatto, ha azzerato il consiglio dell’ordine savonese.

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