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Albenga, Ciangherotti: “Sono 66 le imprese attive chiuse tra 2018 e 2019. Trend negativo”

“Situazione non rosea. Aiutiamo chi vuole aprire nuove imprese ad Albenga”

Albenga. “Saldo in negativo con un -66 per le imprese attive nel Comune di Albenga: erano 3187 al 31 dicembre 2018 e sono diventate 3121 al 31 dicembre 2019”.

Ad affermarlo è il consigliere di Forza Italia Eraldo Ciangherotti, che ha proseguito: “I dati della Camera di Commercio non sono politica, sono matematica e, ancora una volta, parlano chiaro, smentendo, ancora una volta, le bugie della giunta di centrosinistra. La situazione delle imprese ad Albenga, numericamente parlando, non è così rosea come si vuole far credere”.

“A fine 2018, infatti, il totale di imprese (commercianti, artigiani, professionisti, agricoltori, operatori turistici, della ristorazione e via dicendo) di Albenga iscritte alla Camera di commercio erano 3187, un anno dopo, a fine 2019, erano 3121, con un saldo negativo di meno 66 imprese”.

“Sono diminuite le imprese agricole, i professionisti, gli artigiani edili, gli operatori della ristorazione, del trasporto, dell’artigianato e il commercio legato all’automotive. Salgono, di poche unità, le imprese dell’intrattenimento e dello sport, ma parliamo di unità. Certo, le statistiche, da sole, dicono poco, è probabile che qualche piccola azienda agricola sia stata acquisita da aziende più grosse, ma il trend, nell’insieme, è comunque negativo”.

“Voglio, però, essere propositivo, come sempre sono, anche se dalla maggioranza le mie proposte vengono trattate come fossero portatrici di Coronavirus. La mia proposta è semplice, puntare su chi apre nuove attività in determinati settori merceologici, penso a prodotti dell’agroalimentare e dell’artigianato ligure, ma più in generale italiano, eccellenze, insomma, o chi apre nuove attività, sempre legate alla tipicità di prodotto, in zone degradate”.

“Si potrebbe, in questo caso, cercare di dare un sostegno, sotto forma di contributo o di sgravi, sia a chi apre l’attività, sia a chi affitta i locali, penso ai tanti fondi inutilizzati nel centro storico. Si potrebbe anche pensare di dare un sostegno ai giovani che vogliono aprire una nuova attività. Sarebbe un modo non solo per cercare di invertire la parabola discendente delle imprese ingaune, ma anche di accendere luci in zone oggi lasciate in mano al degrado, urbanistico, sociale, legale”, ha concluso.

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