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Albenga, caos Ortopedia: si va verso una nuova proroga al Policlinico ma c’è il rischio licenziamenti

La Regione avrebbe chiesto all'azienda di garantire la continuità. Cagliani: "Ancora nessuna lettera ai lavoratori, aspettiamo domani"

Albenga. Potrebbe essere scongiurata (il condizionale al momento è d’obbligo) la chiusura immediata del reparto di Ortopedia dell’ospedale di Albenga. Dopo ore frenetiche, susseguirsi di voci e convocazioni di assemblee sindacali, arrivano le prime voci che sembrano rendere, almeno temporaneamente, meno preoccupante la situazione dei lavoratori oggi in forza al Policlinico di Monza.

Dopodomani infatti, sabato 22 febbraio, scade la proroga concessa al Policlinico per portare avanti il reparto (concessa dopo la precedente scadenza dello scorso 24 agosto 2019). Di ufficiale, a dire il vero, non c’è ancora nulla: ma, secondo quanto trapela da Genova, oggi la Regione avrebbe mandato una lettera al Policlinico per chiedere di garantire la continuità del reparto fino allo sblocco dei ricorsi per la privatizzazione dell’ospedale.

Ad ereditare il reparto, e cercare di risollevare le sorti di un ospedale vittima di tagli continui, sarà il soggetto privato che prenderà in gestione l’intero ospedale Santa Maria di Misericordia. Ma i ricorsi presentati dallo stesso Policlinico di Monza (arrivato secondo) contro l’assegnazione dei nosocomi di Albenga e Cairo all’Istituto Ortopedico Galeazzi hanno rimescolato le carte in tavola, gettando nuove pesanti ombre sul futuro.

Con l’iter di privatizzazione bloccato è quindi a rischio la continuità del reparto di Ortopedia, l’unico già oggi gestito da privati (lo stesso Policlinico). E nelle ultime ore ha iniziato a circolare una voce: dal Policlinico, in assenza di garanzie sul futuro, sarebbero già partite le lettere di licenziamento.

Una voce che però il direttore del Policlinico, Alessandro Cagliani, smentisce: “Non abbiamo ancora consegnato nessuna lettera, aspettiamo gli eventi di domani. Per ora è partita solo la convocazione di una riunione sindacale che ha come oggetto proprio l’analisi della situazione”. La comunicazione ai sindacati di fatto apre la procedura di mobilità, passaggio indispensabile per legge per comunicare gli esuberi e procedere poi, nel caso, con gli effettivi licenziamenti. I circa 40 lavoratori del reparto hanno indetto un’assemblea nella giornata di domani (venerdì 21 febbraio), in ospedale, alla presenza dei sindacati.

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