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Al Teatro Aycardi di Finale una mostra su Vaclav Havel, il dissidente diventato presidente evento

Racconta il difficile percorso politico dello storico presidente della Cecoslovacchia e della Repubblica Ceca

Finale Ligure. Un dissidente diventato presidente. E’ dedicata a Vaclav Havel la mostra organizzata dall’associazione Carla Beltà e dal Comune di Finale Ligure e allestita al Teatro Aycardi di Finale Ligure. L’esposizione, ad ingresso libero, è visitabile dalle 8 e 30 alle 12 e 30 e dalle 15 e 30 alle 19 dal 15 al 23 febbraio.

Mostra Havel Finale

La mostra, dal titolo “Interrogatorio a distanza con Vaclav Havel”, racconta il difficile percorso politico dello storico presidente della Cecoslovacchia e della Repubblica Ceca, dalla Primavera di Praga fino alla caduta del muro di Berlino, attraverso una retrospettiva dell’io, un approccio filosofico di ricerca della propria personalità che emerge rispetto al difficile contesto storico e politico. Un viaggio personale che ripercorre la storia dei movimenti che si sono opposti al regime comunista.

L’incontro inaugurale è in programma sabato 15 febbraio alle 15 al Teatro delle Udienze di Finalborgo. Dopo il saluto del sindaco Ugo Frascherelli interverranno: Ubaldo Casotto, curatore della mostra; il professor Sante Maletta, docente di filosofia della politica presso l’Università di Bergamo. Seguirà, alle 17, una visita guidata alla mostra con il curatore. Fino al 23 febbraio non mancheranno visite guidate per le scuole.

Mostra Havel Finale

Il presidente di Cara Beltà, Paolo Desalvo, sottolinea che “Havel è un uomo semplicissimo, non studia da dissidente, non studia da agitatore politico. E’ un uomo che, come dice lui stesso, decide di vivere in sintonia con la propria coscienza. Havel mette a tema la coscienza, che è l’elemento fondamentale di ogni persona. L’esigenza di giustizia, di verità, di bellezza. Lui ha il coraggio di vivere in sintonia con questa coscienza. Questo lentamente lo porta a scontrarsi con un sistema di potere che era quello ideologico. Perché l’ideologia, come scrive Havel, è una grande mistificazione, una grande alterazione della realtà. La cosa interessante è data dal fatto che lui non parte solo dalla questione del potere e del potere sovietico: lui parte da qualunque tipo di potere”.

Paolo Desalvo Cara Beltà

“In queste settimane, rileggendo i suoi scritti, mi sono anche domandato: ‘Cosa vuol dire per me vivere nella verità? E cosa vivere nella menzogna?’. Queste sono domande che l’uomo moderno deve porsi, perché Havel mette a tema la spersonalizzazione della persona. Mi è tornato in mente quello che diceva colui che è forse il più grande profeta italiano del dopoguerra, Pier Paolo Pasolini, quando parlava della grande omologazione. Ecco, la omologazione, la spersonalizzazione, è il pericolo che ci sovrasta. Credo che oggi questo tema sia tutt’altro che datato, ma sia un tema molto presente. E dobbiamo stare molto attenti, perché ogni volta che nella storia l’uomo accetta di non vivere in sintonia con la sua coscienza si aprono rischi grandissimi per quell’uomo e per tutta la società”.

Il sindaco di Finale, Ugo Frascherelli: “Ringrazio l’associazione Cara Beltà per aver scelto Finale Ligure per questa mostra, che è stata presentata l’anno scorso al Meeting di Rimini. E’ una mostra molto interessante, il suo soggetto è un grande del secolo scorso. ‘Da dissidente a presidente’ è il titolo della mostra: come dice anche nel suo libro, si è trovato in quella situazione quasi senza che lo avesse programmato. Ma poi è stato un grande presidente: il primo non comunista della Cecoslovacchia, quello che ha contribuito all’ingresso del Paese in Europa e, dato da non dimenticare, insieme ad altri presidenti ha portato a conclusione il Patto di Varsavia per l’ingresso di questi Paesi nella NATO. Il pensiero di Havel è molto attuale, il libro ‘Il potere dei senza potere’ è del 1978 ma ciononostante attualissimo e racconta del rapporto tra l’uomo e il potere, qualsiasi forma di potere, anche quello delle nostre democrazie”.

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