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Omicidio di Deborah Ballesio, via al processo: Massari accetta la ricostruzione dell’accusa fotogallery video

Sarà un processo breve: la difesa contesta solamente il sequestro di persona

Savona. Ha preso il via questa mattina in tribunale a Savona, di fronte alla Corte d’Assise, il processo a Domenico “Mimmo” Massari, 54 anni, l’uomo che lo scorso 13 luglio ha ucciso la ex compagna Deborah Ballesio ai bagni Aquario di via Nizza a Savona.

Si è trattato di una udienza formale, alla quale il killer non era presente. Di fronte ai giudici Marco Canepa e Francesco Giannone e ai giudici popolari sono comparsi il pubblico ministero Chiara Venturi, l’avvocato di Massari (Alessio Di Blasio) e il legale di una delle donne rimaste ferite nella sparatoria, che si è costituita parte civile.

Nessuno ha sollevato eccezioni e si è proceduto quindi a rinviare il processo al 18 febbraio, quando verranno ascoltati i testimoni. L’accusa chiamerà a deporre solamente l’automobilista obbligato dall’omicida a condurlo davanti al carcere di Sanremo per costituirsi: l’avvocato di Massari, reo confesso, ha infatti accolto quasi integralmente la ricostruzione del pm sollevando obiezioni solo sull’accusa relativa al sequestro di persona.

Per la difesa invece compariranno lo stesso Massari e una sua amica, la donna che lo ha ospitato nel periodo tra l’uscita dal carcere e l’omicidio. Il legale del killer ha inoltre chiesto l’acquisizione di due scritti della vittima, risalenti del 2013, nei quali secondo la difesa Deborah ammetteva che tutto il denaro investito nell’apertura del locale “Follia” di Altare le era stato dato proprio da Massari.

La conclusione del processo e la sentenza sono previsti per il 24 marzo.

Corte d'Assise savona

LA RICOSTRUZIONE. Massari uccise la donna, che in quel momento stava cantando al karaoke, con sei colpi di pistola, tra cui uno (quello fatale) alla testa. Al killer sono contestati diversi reati: oltre a quello di omicidio volontario aggravato ci sono anche quelli di lesioni personali volontarie (per il ferimento di una bimba di 3 anni e di due donne che erano presenti nel locale dove è avvenuto l’omicidio), ricettazione di arma (la Smith & Wesson 357 Magnum con cui ha ucciso Deborah Ballesio), porto e detenzione abusiva di arma da sparo, sequestro di persona (per aver costretto, minacciandolo, un automobilista ad accompagnarlo nel carcere di Sanremo dove si è costituito) e porto abusivo di coltello. Un quadro accusatorio decisamente grave di cui l’uomo dovrà rispondere davanti alla Corte d’Assise di Savona.

Sul movente del terribile omicidio, già davanti al pubblico ministero Massari (nelle immagini qui sopra il giorno del suo primo interrogatorioaveva voluto precisare che le ragioni del gesto erano esclusivamente economiche e non passionali. “Ho fatto giustizia alla mia persona” aveva detto l’uomo, che aveva investito un’ingente somma per comprare il locale “Follia” di Altare (quello a cui poi aveva dato fuoco nel ad agosto 2015) alla ex compagna. Ma ci sarebbe stata anche un’altra somma che, secondo il racconto del killer, lui aveva nascosto e non aveva più trovato una volta uscito dal carcere.

Denaro che, questa la convinzione dell’ex compagno di Deborah Ballesio, era stato preso proprio dalla donna. Per questo, nel maggio del 2018, una volta uscito dal carcere (dove aveva scontato la pena patteggiata per il rogo del locale, maltrattamenti e stalking) lui l’aveva cercata, ma lei non aveva risposto al telefono. Fino a quando non è scattata la vendetta.

Le immagini all’Aquario subito dopo l’omicidio

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